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11,50 euro per 2 caffè e 2 cornetti: conto salato per turisti americani a Roma

Un altro scontrino choc a Roma. Le vittime, come sempre, sono turisti. Siamo nei pressi del Pantheon, nel centro della ‘città eterna’. Una coppia di turisti americani avevano ordinato due caffè e due cornetti da asporto e si sono visti presentare uno scontrino da 11,50 euro. L’episodio non è sfuggito a un interprete straniero che vive da anni nella Capitale. Lui per 2 caffè e 2 cornetti, acquistati poco prima nello stesso bar, aveva pagato 2 euro. Perché, allora, tale maggiorazione per la coppia di turisti americani. Semplice, è consuetudine di molti locali romani far pagare molto di più gli stranieri. Insomma, se i camerieri notano che gli avventori del locale sono turisti applicano subito una maggiorazione, senza dire nulla. E’ una prassi. Così non va bene, però, è ingiusto. L’interprete straniero ha parlato dell’episodio su Facebook, postando il seguente messaggio e la foto dello scontrino:

“Quando ho saputo del prezzo fatto ai turisti americani sono andato al bar a chiedere spiegazioni, ma loro sono stati aggressivi. Non solo non si sono scusati, ma ci hanno trattati come pazzi. Non andate in questo posto e avvertite i vostri amici, è una trappola per turisti. Quando sentono che non sei romano, ma straniero, aumentano il presso a loro piacimento”.

Non è la prima volta che viene alla ribalta una vicenda del genere. Molti turisti stranieri, a Roma, sono stati costretti a pagare cifre esorbitanti dopo aver consumato poco cibo in bar e ristoranti. Una coppia di neo sposi giapponesi, ad esempio, si recò in un ristorante a Piazza Navona e, dopo aver consumato il pasto, si trovò davanti a uno scontrino da 695 euro, comprendenti anche 115 euro di mancia. Un vero guinness. I turisti stranieri devono fare molta attenzione, dunque, a Roma perché il salasso è dietro l’angolo. In realtà, spesso sono stati salassati anche i romani. Lo sa bene una commessa che per un caffè e un cappuccino ha pagato ben 9 euro, 3 euro per il caffè e 5,50 euro per il cappuccino. La donna si era recata in un bar di Piazza San Lorenzo in Lucina, pieno centro di Roma, assieme a un amico. I due sorseggiarono in tranquillità le bevande, parlarono del più e del meno, si rilassarono un po’; poi, però, l’incubo. La commessa rimase impietrita alla vista di quello scontrino:

“Per un caffè e un cappuccio abbiamo pagato 9 euro. Tre e mezzo per il caffè e 5 per il cappuccio”.

Certo la stangata subita dalla commessa romana non è equiparabile a quella della coppia di sposini nipponici che, dopo quella disavventura, avvenuta nel 2009, decisero di denunciare il ristorante “Passetto”, a pochi metri da Piazza Navona. La denuncia fece scattare le indagini da parte delle forze dell’ordine e, alla fine, il ristorante venne anche chiuso perché vennero scoperte gravi carenze igienico-sanitarie. Insomma, i poveri giapponesi sborsarono quasi 700 euro per mangiare in un locale sporco. Dopo il danno pure la beffa. I due stranieri denunciarono subito il locale per truffa anche perché dalla loro carta di credito vennero prelevati 115,50 euro a titolo di mancia (non dovuta). Prima di sporgere denuncia, i turisti si erano lamentati col titolare del locale che, conciso, disse “questi sono i prezzi”. I poliziotti del commissariato Trevi accertarono che i prezzi praticati ai giapponesi erano superiori a quelli indicati nel menù. La vicenda destò molto scalpore a Roma e fece indignare anche Alessandro Vannini, presidente della Commissione turismo e moda del Comune di Roma:

“Quello che è capitato ai due giovani turisti giapponesi è purtroppo diventata consuetudine in alcuni esercizi pubblici della città. Ci sono dei ristoratori che con il loro comportamento scorretto rovinano l’immagine di Roma all’estero, molti commercianti sono onesti e  ospitali nei confronti del turista straniero, ma per pochi disonesti a rimetterci è tutta la categoria”.

La truffa ai danni dei turisti giapponesi avvenne nel 2009 ma, purtroppo, a Roma ci sono ancora molti commercianti truffaldini, come dimostra l’episodio avvenuto nelle ultime ore nei pressi del Pantheon.

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