Acciughe Eurospin contengono troppa istamina: ritiro immediato

By | 9 novembre 2017

Eurospin ritira acciughe Athena per istaminaTroppa istamina in un lotto di filetti di acciughe venduto negli store Eurospin. La merce ritirata è, precisamente, quella di marca Athena. Il richiamo risale allo scorso 6 novembre. Sono stati riscontrati livelli esagerati di istamina. Il prodotto incriminato è il vasetto di acciughe sott’olio da 80 grammi prodotto in un’azienda di Agadir, in Marocco, per Europsin. Il barattolo è importato da Sea Fish Spa, ditta di Ospiate di Bollate (Milano). Eurospin ha allertato la popolazione: non mangiare assolutamente tali acciughe e riportarle immediatamente nei punti vendita. Sull’etichetta del prodotto ritirato c’è la sigla SK343A e la seguente data di scadenza: 08/06/2018. Ancora una volta sono finiti sugli scaffali prodotti pericolosi per la salute della gente. Fortunatamente, c’è stato un richiamo. Chi fosse in possesso delle acciughe Athena è pregato di non consumarle. Il rischio di intossicazione è alto. L’istamina è una sostanza azotata appartenente al gruppo delle ammine biogene. Forse non tutti sanno che tale composto viene generato anche dal corpo umano nelle reazioni allergiche e infiammatorie, in diverse attività cerebrali e nella secrezione gastrica.

Intossicazione da istamina molto diffusa

L’istamina è un composto determinante per l’organismo umano, ma quando il livello è elevato c’è il rischio di intossicazioni. Non è la prima volta che una quantità esorbitante di istamina viene rilevata in una scatola o un barattolo di tonno e acciughe.

Stavolta nel mirino del Ministero della Salute sono finite le acciughe commercializzate da Eurospin, ma recentemente hanno dovuto fare i conti con i ritiri anche altri colossi nel campo della distribuzione di generi alimentari.

Non solo nel pesce conservato per troppo tempo o erroneamente. L’istamina si può addensare in altri alimenti. Mangiarli significa andare incontro a gravi intossicazioni alimentari. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha dichiarato che l’intossicazione da istamina è una delle più diffuse patologie provocate dal pesce e dai prodotti ittici.

Se il livello di istamina presente in un alimento è elevato, bisogna astenersi dal consumo. Il ‘quantum’ di istamina nei cibi è correlato alla presenza di amminoacidi e cresce con il calo della freschezza degli alimenti.

Ecco i pesci in cui si possono ravvisare livelli elevati di istamina:

  • acciughe
  • tonno
  • sgombro
  • cheppie
  • aringhe
  • sardine

La sindrome sgombroide

Chi mangia un alimento pieno di istamina rischia la sindrome sgombroide ovvero una grave intossicazione. Il disturbo prende il nome dalla specie di pesce in cui, più delle altre, si possono rilevare livelli di guardia di istamina.

La sindrome sgombroide può colpire da qualche minuto a qualche ora dopo il consumo del pesce tossico. I sintomi sono variabili e dipendenti dalla quantità di istamina presente nel pesce. Poi dipende anche dalla sensibilità della persona.

I tipici sintomi dell’intossicazione da istamina sono:

  • vomito
  • diarrea
  • nausea
  • vertigini
  • mal di testa

Non è semplice aggirare la sindrome sgombroide per un semplice motivo: l’istamina non altera il sapore, l’odore e il colore del cibo, quindi è difficile, coi sensi, individuare un prodotto tossico. Nemmeno la normale cottura può farci nulla. Per annullare l’istamina, secondo gli esperti, un alimento dovrebbe essere cotto al forno per 90 minuti a 116°C.

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