Agnelli macellati ancora coscienti: l’orrore in un macello di Viterbo

By | 7 dicembre 2017

Forse non tutti sanno che alcuni allevamenti italiani vengono autorizzati a macellare gli animali senza stordimento. Ciò significa, in soldoni, che gli animali vengono sottoposti a crudeltà e sevizie indescrivibili. L’organizzazione Animal Equality, che si batte per proteggere gli animali allevati per fini alimentari, ha diffuso immagini raccapriccianti che mostrano le torture a cui sottoposti gli agnelli, in un allevamento di Viterbo. Tali animali vengono macellati senza stordimento. Agnelli picchiati e seviziati, lasciati morire tra tremende sofferenze.

L’inchiesta di Animal Equality

Quanta crudeltà c’è nel mondo, quanti animali soffrono negli allevamenti! Animal Equality ha avviato un’inchiesta per fare luce su quello che accade negli allevamenti che hanno ottenuto il permesso di macellare gli animali senza stordimento.

Il regolamento europeo che disciplina la macellazione prevede che gli animali vengano storditi, ovvero ridotti in uno stato di incoscienza, in modo da non sentire dolore. Come si ottiene lo stato di incoscienza? Solitamente con elettronarcosi o con un proiettile captivo.

Dopo la riduzione in stato di incoscienza, l’animale viene sgozzato. Il sangue fuoriesce. Particolari rituali, come quelli ebraici e musulmani contemplano lo sgozzamento dell’animale cosciente; è vietato dunque lo stordimento.

Macello chiuso per fallimento

Nel macello di Viterbo, oggetto dell’inchiesta di Animal Equality, venivano torturati tantissimi agnelli. Usiamo l’imperfetto perché il macello è chiuso per fallimento.

Agnelli vivi gonfiati col compressore

Gli attivisti dell’organizzazione animalista non avevano constatato solo che gli animali non venivano storditi, ma anche gravi violazioni. Tanti animali, ancora vivi, venivano ad esempio gonfiati con un compressore.

Accadeva di tutto nell’allevamento di Viterbo. Molti dipendenti prendevano anche a calci gli animali senza motivo; altri li strattonavano o lanciavano per aria come dei pupazzi. Immagini sconcertanti, che possono certamente urtare la sensibilità.

Molte capre, inoltre, venivano prese con violenza per le corna e strattonate. Palesi violazioni delle norme sul benessere degli animali, anche se il termine ‘benessere’, in un luogo come il macello, appare inadeguato.

Animal Equality ha lanciato una petizione, rivolta al Parlamento italiano, anche per non concedere più deroghe allo stordimento.

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