Aldo Biscardi è morto: ideatore de ‘Il processo del lunedì’

By | 8 ottobre 2017

Aldo Biscardi morto a Roma, ideatore e conduttore de 'Il processo del lunedì'Lutto nel mondo del giornalismo, della televisione e dello sport. Nelle ultime ore è morto Aldo Biscardi, volto noto e amato anche per la sua trasmissione ‘Il processo del lunedì’. Un appuntamento che andava avanti da oltre 30 anni. ‘Il processo del lunedì’, programma in cui si commentavano tutti i risultati delle partite di calcio del fine settimana , aveva ottenuto un grande successo. Ebbene, quel programma era stato ideato proprio da Aldo, che lo aveva sempre condotto con passione ed energia. Biscardi è morto stamani a Roma. A breve avrebbe compiuto 87 anni. A diffondere la triste notizia sono stati i parenti. Il celebre giornalista sportivo aveva rilasciato molte interviste, negli ultimi anni. L’anno scorso, ad esempio, era stato ospite de ‘La vita in diretta’ ma a molti non era sembrato dinamico e prorompente come sempre. Aldo indugiava quando si trattava di rispondere alle domande del conduttore Marco Liorni. Sembrava stanco. Altri avevano invece osservato che Biscardi non era più un ragazzino e quella lentezza era solo un segno dell’età.

‘Il processo del lunedì’: la sua passione, fino alla fine

Aldo Biscardi aveva creato, organizzato e condotto ‘Il processo del lunedì’ ed era fiero del suo successo. Aldo, sempre con la sua chioma rossa, spesso s’infervorava davanti ai rigori non dati e alle varie ingiustizie sui campi di gioco. Un giornalista sportivo ‘vecchio stampo’ che non aveva peli sulla lingua. Diceva sempre quello che pensava.

Biscardi amava tanto il suo ‘Processo’, l’aveva ribadito anche durante l’ospitata a ‘La Vita in diretta’. Non aveva, inoltre, problemi con le emittenti televisive: ‘Su qualsiasi canale e a qualsiasi ora’. Aveva, dunque, lanciato un chiaro appello anche alla Rai. L’ottantenne era un grande giornalista ed apprezzava tutti coloro che contribuivano a migliorare il mondo del giornalismo sportivo, come Maurizio Mosca. Dopo la morte di quest’ultimo, durante un collegamento con Simona Ventura, Aldo Biscardi aveva detto: ‘Avevo intenzione di non fare questo collegamento, ma ho visto che il suo ultimo articolo è di ieri sera. Se lui ha lavorato fino all’ultimo momento, ora non posso non ricordarlo’.

E’ finita l’era del ‘biscardismo’

Con la morte di Aldo Biscardi finisce un’era, un’era di chiacchiere da bar in tv. Oggi le trasmissioni che vertono di sport e calcio sono imbellettate e ‘politically correct’, salvo eccezioni che si possono trovare nelle reti private. Come dimenticare le puntate messe in piedi da Aldo, prima dei Mondiali dell’82? Puntate cariche di pathos e incentrate sulla formazione che l’allora ct dell’Italia Bearzot avrebbe dovuto mandare in campo.

Quelle puntate non piacquero a molti e Biscardi iniziò a procurarsi i primi ‘haters’ ante litteram. Lo stesso presidente della Juventus, Giampiero Boniperti, vietò ai tesserati della ‘Vecchia Signora’ di seguire il programma condotto dal giornalista dalla chioma rossa.

Ad Aldo Biscardi va il merito di aver creato un programma nuovo, diverso, e tale da calamitare l’attenzione degli amanti dello sport, e non. Se n’è andato uno a cui piaceva fare il suo mestiere, uno a cui piaceva anche il Var, che aveva recentemente definito ‘la vittoria della trasparenza’. Aldo era sempre stato un fervido sostenitore della moviola in campo ma la sua voce era stata per anni inascoltata. Ecco, il Var ha rappresentato, in un certo senso, il trionfo di Biscardi. Addio Aldo!

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