Allarme peste in Arizona: pulci infette, massima cautela per evitare contagi

By | 16 agosto 2017

Psicosi peste in Arizona: invito alla cautelaTorna l’incubo peste negli Usa. La ‘Morte Nera’, com’era chiamata nel Medioevo, non si è mai estinta, anzi in molte aree del mondo è tornata a far paura. Negli Stati Uniti, ad esempio, si sono registrati diversi casi negli ultimi tempi. Il personale del dipartimento della Salute di due distretti dell’Arizona (quello di Coconino e di Navajo) hanno reso noto di aver scoperto pulci infette su un cane di Taylor, piccola cittadina dello Stato, esortando gli abitanti a non abbassare la guardia e stare sempre attenti. La peste è una patologia ‘grave, trasmessa da pulci, roditori, conigli e i loro predatori’. La malattia si può trasmettere all’uomo mediante il morso della pulce ammorbata o la vicinanza all’animale malato. La notizia arriva dopo i 3 contagi che si sono registrati, lo scorso giugno nel Nuovo Messico. I pazienti, di 52, 62 e 63 anni, sono fortunatamente guariti dopo terapie specifiche.

Peste uccise oltre il 60% degli europei nel Medioevo

Secondo molti la peste è qualcosa di ancestrale, qualcosa di sorpassato da secoli. Non è così. In base ad alcuni stime, tale malattia uccise il 60% degli europei nel quattordicesimo secolo. A trasmetterla sono le pulci dei roditori, come topi e scoiattoli. La scienza ha fatto passi da gigante, sono stati inventati molti antibiotici e terapie efficaci per contrastare ma non eliminare la peste che, ancora oggi, rappresenta una ‘spina’ in molte zone del mondo. Secondo dati diffusi dall’Oms, ogni anno si registrano, nel mondo, dai mille ai tremila casi di peste specialmente in nazioni come Perù, India, Madagascar e Congo.

Nelle nazioni sviluppate sono rarissimi i casi di peste. In Australia e in Europa è ormai assente, negli Usa, invece, si sono presentati nuovi casi. La ragione per cui la malattia è tornata a diffondersi negli Stati Uniti è rappresentata dalle pulci infette sui cani che vivono in Stati come Arizona e Nuovo Messico. Molte persone, poi, confondono i sintomi. Chi ha l’influenza, generalmente, non pensa oggi di avere la peste; invece non bisogna mai sottovalutare le avvisaglie. La patologia va affrontata immediatamente con gli antibiotici.

I casi di peste si sono registrati in zone dove le pulci si trovano particolarmente a loro agio, ovvero dove fa molto caldo e c’è siccità estrema, come l’Arizona e il Nuovo Messico appunto.

Le autorità sanitarie dell’Arizona sono in allerta ed invitano la popolazione a fare attenzione alle pulci e agli animali infetti. Un comunicato diffuso da una delle contee dello Stato Usa recita: ‘Il dipartimento della Salute della conte di Navajo sollecita i cittadini ad adottare precauzioni per ridurre il rischio di essere infettati da tale grave malattia presente in pulci, roditori, conigli e predatori che si nutrono di tali animali’.

Il primo caso di peste negli Usa risale al 1900

loading...

I cittadini dell’Arizona sono stati invitati a non lasciare spesso all’aperto i loro animali domestici per ridurre il rischio di ‘assalti’ di pulci infette e, quindi, pericolose.

Gli esperti americani hanno ricordato che i tipici sintomi della peste, quelli che quindi non vanno sottovalutati, sono febbre, cefalea, brividi, dolori muscolari e spossatezza.

In nessuna delle contee dell’Arizona si sono registrati casi ‘umani’ di peste. Il primo caso di peste negli Usa risale al 1900, quando da una nave a vapore balzarono fuori tanti ratti infetti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *