Amazon: Babbo Natale o lupo mannaro? Franceschini non ha dubbi

By | 5 dicembre 2014

Amazon, colosso mondiale dell’e-commerce, può rappresentare un grande sostegno per editori e librai ma si deve conformare a diverse norme rispettate da tutte le nazioni europee e mondiali. Ne è certo il ministro della Cultura, Dario Franceschini, che si è soffermato sul tema alla scuola Holden di Alessandro Baricco.

“Penso sia sbagliato chiedersi se una tecnologia è buona o cattiva, la rete è uno strumento formidabile di libertà ma è anche il luogo di alcune illegalità, della corruzione della criminalità. Ogni strumento può essere al servizio dell’uomo o essere usato in modo negativo”, ha detto Franceschini.

“Come ogni cosa all’inizio le regole possono condizionare lo sviluppo di qualcosa. Quindi le regole che noi troveremo adesso saranno le regole del futuro del web. Il primo paradosso è che la politica oggi non si rende conto che è ridicolo e un po’ patetico pensare alla rete con regole nazionali o sovranazionali come Europa. Non è più possibile regolare fenomeni globali con regole nazionali. Anche gli Stati uniti si pongono questo problema. Il tema di fondo è che siamo un mondo che non riesce a capire che o trasferiamo la sovranità a livello globale o i popoli saranno sopraffatti dai giganti dell’economia nel mondo di internet, e che prevarrà la legge del più forte, perché in assenza di regole valgono quelle primitive”, ha aggiunto Franceschini, riferendosi ai ‘giganti’ del web come Amazon e Google.

Secondo il ministro della Cultura “i produttori musicali indipendenti sono uccisi ogni giorno da YouTube e Google. Hanno proposto regole diverse per i piccoli gruppi, che scompaiono se non le accettano e nessuna norma li difende. La stessa cosa accade per Booking.com nel caso degli alberghi, ormai è necessario per vendere camere. Esiste quindi un’urgenza dell’avere regole sovranazionali, la politica deve almeno tenere fuori il settore della cultura da regole che non siano solo di mercato e profitto. In cultura è sbagliato e distruttivo applicare le regole del mercato”.

“Ad Amazon converrebbe per esempio coalizzarsi con le piccole librerie storiche, dove si trovano libri di nicchia e volumi per ricercatori altrimenti introvabili. Il giudizio su Amazon quindi non è se sia Babbo Natale o il lupo mannaro. Ma se dovessi scegliere direi che è Babbo Natale, penso che debba decidere cosa fare e allearsi, seguendo regole condivise da tutti gli Stati, con il mondo delle librerie”, ha concluso Franceschini.

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