Ambulanza della morte: 300 euro per ogni malato terminale ucciso

By | 21 dicembre 2017

Biancavilla ambulanza morteFaceva morire malati terminali sull’ambulanza per garantire servizi funebri ai parenti.In Sicilia sarebbe accaduto anche questo. A scoprirlo sono stati gli investigatori, diretti dalla Procura di Catania, che ha aperto l’inchiesta ‘ambulanza della morte’. I carabinieri di Paternò, nelle ultime ore, hanno arrestato un uomo per omicidio volontario. La persona finita in manette sarebbe vicina ai clan Mazzaglia-Toscano-Tomasello e Santangelo. Sarebbero stati proprio i gruppi mafiosi ad ordinare all’arrestato di salire sulle ambulanze ed uccidere i malati terminali.

Stesso modus operandi

Secondo una prima ricostruzione, il mafioso arrestato di recente agiva sempre durante il trasporto del malato terminale dall’ospedale alla sua abitazione, dove l’aspettavano i parenti.

Durante il tragitto, l’uomo iniettava aria nel sistema sanguigno del paziente provocandone la morte per embolia. Ogni paziente morto veniva ‘venduto’ alle agenzie di onoranze funebri per 300 euro.

‘La gente non moriva per mano di Dio’

La storia orribile è venuta alla ribalta anche grazie a un pentito, tra l’altro intervistato anche da Le Iene.

Il collaboratore di giustizia avrebbe detto sia alla Procura che al programma Mediaset che dietro alle morti sull’ambulanza c’era la mafia.

‘La gente non moriva per mano di Dio, ma per guadagnare 300 euro, invece di 30 o 50’, ha rivelato il pentito, sostenendo che venivano sempre uccise persone ormai spacciate, in punto di morte.

I familiari dei pazienti non si sarebbero mai accorti di nulla, viste le precarie condizioni dei loro cari.

Sempre secondo il racconto del collaboratore di giustizia, quando il paziente morto veniva riportato a casa, si sfruttava il momento di tristezza dei familiari per proporre un’agenzia di onoranze funebri.

Tutto per volontà dei boss

‘Erano i boss a mettere gli uomini sull’ambulanza’, dice il collaboratore di giustizia. Ovviamente i soldi erano intascati dai clan mafiosi.

Adesso un uomo è stato arrestato. Dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato dall’agevolazione di associazioni mafiosi. E i mandanti? Certo, loro continuano a fare quello che vogliono, in libertà. E’ più facile mettere in manette i ‘pesci piccoli’ rispetto a quelli ‘grossi’ no?

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