Ameba mangia cervello uccide adolescente: parco acquatico chiuso

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Usa: paura per ameba mangia cervello nel parco acquatico

Un parco acquatico americano è stato chiuso dopo la morte di un’adolescente. Sembra che la ragazzina sia morto per un terribile parassita che, una volta entrato nell’organismo mediante il naso, divora lentamente il cervello. Ebbene, la teenager sarebbe stata infettata proprio nel parco acquatico statunitense, il Whitewater Center, ubicato nel North Carolina. In tale location, dove ogni giorno si divertono e si tuffano in acqua tantissime persone, sono state trovare tracce della paura ameba ‘mangia cervello’. L’adolescente uccisa da tale parassita viveva nell’Ohio.

La teenager americana si era recata nel celebre parco acquatico americano per divertirsi qualche giorno ma ha trovato la morte. Chi avrebbe mai immaginato che un parassita avrebbe potuto stroncarla? I responsabili del Whitewater Center hanno affermato:

“Particelle di Dna di ‘Naegleria Fowleria’ sono state rinvenute nelle acque analizzate. Abbiamo così deciso in accordo con i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di sospendere tutte le attività acquatiche per il momento.

L’ameba ‘mangia cervello’ entra nell’organismo mediante le narici e, pian piano, danneggia il cervello. E’ possibile trovarla sia nelle acque dolci che nelle paludi. La morte dell’adolescente Lauren Seitz, avvenuta domenica scorsa, ha scosso un po’ tutti negli Usa ed ora chi ha visitato quel parco acquatico ultimamente ha molta paura. I funzionari dei centri per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno confermato che la morte di Lauren è stata dovuta a una rara infezione del tessuto cerebrale determinata dall’ameba ‘mangia cervello’. L’amministratore delegato del parco acquatico, Jeffrey Wise, ha espresso le sue condoglianze alla famiglia dell’adolescente:

“A nome della USNWC desidero esprimere le nostre sincere condoglianze alla famiglia di Lauren. Il nostro obiettivo, ora, è di rafforzare la sicurezza e ridurre al minimo i rischi.

Gli esperti hanno spiegato che l’ameba vive nei laghi, fiumi e sorgenti e non è pericolosa se ingerita. I guai, invece, si ravvisano quando entra nell’organismo attraverso le cavità nasali. L’organismo unicellulare non sopravvive nell’acqua salata e non può infettare una persona che beve acqua contaminata. I sintomi dell’infezione sono mal di testa, vomito, confusione, allucinazioni e perdita di equilibrio. Di solito, la persona che viene infettata muore nell’arco di 5 giorni: il tasso di mortalità si attesta al 97%. Gli specialisti hanno comunque rassicurato la popolazione americana, sostenendo che l’ameba ‘mangia cervello’ aggredisce raramente: negli ultimi 53 anni, negli Usa, sono stati registrati solo 138 casi, a fronte di 10 morti al giorno, nell’ultimo decennio, per annegamento.

Il CEO del parco acquatico, comunque, ha escluso la presenza di focolai.

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