Amelia Earhart chiese aiuto prima di morire

By | 8 marzo 2018

amelia-earheart-resti-isolaAppartengono ad Amelia Earhart i resti scoperti nel 1940 su una recondita isola dell’Oceano Pacifico. Forse molti di voi, soprattutto i più giovani, non hanno mai sentito parlare di Amelia Earhart. La donna americana verrà sempre ricordata perché è stata la prima donna a sorvolare l’Oceano Atlantico. Amelia fece perdere le sue tracce nel 1937 mentre sorvolava l’Oceano Pacifico. Voleva effettuare il giro del mondo. In zona, successivamente, vennero scoperti resti umani, ritenuti appartenenti a una persona di sesso maschile. All’epoca, a quanto pare, si erano sbagliati. Grazie agli esami approfonditi svolti recentemente dagli esperti del Centro di Antropologia Forense all’Università del Tennessee, è stato appurato che quei resti sono della Earhart.

Resti della Earhart

Le analisi sui resti umani scoperti nel ’40 su un’isola del Pacifico sono stati eseguiti sfruttando la potente applicazione informatica Fordisc. Con essa è stato possibile sapere età, sesso e statura del soggetto a cui appartenevano le ossa. Il programma ha svelato che la rassomiglianza con Amelia Earhart è superiore rispetto al 99% delle persone del gruppo di riferimento. Lo studioso Jantz ha dichiarato che ‘la spiegazione più convincente è che i resti siano quelli della Earhart’.

Richard Jantz, professore emerito di antropologia all’Università del Tennessee, è certo che lo scheletro trovato nell’isola del Pacifico di Nikumaroro nel 1940 sia dell’intrepida aviatrice americana. La Earhart aveva 39 anni quando tentò di fare il giro del mondo in aereo. Purtroppo svanì insieme al suo collega Fred Noonan, il 2 luglio 1937, durante un volo dalla Papua Nuova Guinea all’Isola Howland. Dopo un paio d’anni venne dichiarata morta. Si è sempre creduto che i resti dell’aviatrice fossero in mare. Dei resti umani vennero ritrovati nel 1940
a Nikumaroro, ma il dott. David Hoodless concluse che appartenevano a un uomo. Oggi gli scienziati dicono che Hoodless sbagliava e che quei resti sono di Amelia.

Radio funzionava

Dopo tutti questi anni, lo scheletro dell’aviatrice è andato perduto, ma il dott. Janz è riuscito a confrontare le misure dei resti con le probabili dimensioni della Earhart. Sull’isola sono stati scoperti anche altri oggetti americani degli anni ’30. C’è anche la prova che Amelia aveva chiesto aiuto tante volte, tra il 2 luglio e il 6 luglio dell’anno scomparve. Ciò esclude che il suo aereo si schiantò improvvisamente. Se il velivolo avesse avuto un guasto improvviso al motore, la radio non avrebbe funzionato. Né il relitto dell’aereo né la salma di Amelia sono stati mai ritrovati, almeno fino ad oggi.

Le teorie sulla fine di Amelia

In tutti questi anni sono state avanzate varie teorie sulla fine dell’aviatrice americana. Secondo una delle più autorevoli, l’aereo precipitò nell’isola remota di Nikumaroro e la donna affogò. Tre anni dopo la scomparsa di Amelia, a Nikumaroro vennero ritrovati 13 resti umani. Jantz ha precisato in un articolo pubblicato sul magazine Forensic Anthropology: ‘Quando Hoodless condusse la sua analisi, l’osteologia forense non era ancora una disciplina ben sviluppata. Valutare i suoi metodi con riferimento a dati e metodi moderni suggerisce che erano inadeguati al suo compito; questo è particolarmente il caso del suo metodo per scoprire il genere. Pertanto la sua valutazione del sesso delle ossa di Nikumaroro non può essere ritenuta corretta’.

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