Cronaca

Anestesista è donna: paziente non vuole essere operato

Anestesista è donna: paziente non vuole operarsiDoveva essere sottoposto a un intervento chirurgico all’ernia inguinale ma quando ha scoperto il sesso dell’anestesista ha rifiutato di operarsi. Insomma, un paziente non ammetteva che nell’equipe di sanitari che avrebbe dovuto operarlo vi fosse una donna. E’ successo a Savona, all’ospedale San Paolo. Una vicenda allarmante che ha scatenato non poche polemiche negli ultimi giorni. Discussioni incentrate sulle discriminazioni di genere, purtroppo ancora esistenti in molti ambiti. L’episodio risale alla scorsa settimana. Sconvolta per l’accaduto anche l’assessore alla Sanità della Regione Liguria, Sonia Viale, che ha detto: ‘Solidarietà all’anestesista. E’ un gesto grave che non può essere accettato. Nel sistema sanitario regionale ci sono professionisti che offrono prestazioni di altissimo livello’. La Viale ha affermato di essere vicina all’anestesista discriminata, sottolineando che gesti del genere sono inclassificabili, da qualche parte provengano. Stavolta, secondo l’assessore, il fatto è molto grave perché il paziente ha detto ‘no’ alle cure per via della presenza dell’anestesista donna nel gruppo di medici che avrebbe dovuto operarlo.

Lo stupore della sindaca di Savona

La sindaca di Savona, Ilaria Caprioglio, si è detta stupita per l’atteggiamento del paziente ligure, reputando paradossale il fatto che una persona rifiuti un intervento chirurgico perché l’anestesista è donna: ‘E’ inaccettabile che non ci si sottoponga alle cure perché la dottoressa è donna ed è inconcepibile che tutto ciò avvenga sul nostro territorio’. Anche il primo cittadino di Savona ha espresso la sua solidarietà all’infermiera del San Paolo e l’ammirazione per tutti i medici e gli infermieri che quotidianamente svolgono il loro mestiere nel migliore dei modi, soddisfacendo le necessità dei pazienti.

Un intervento di ernia inguinale è stato rinviato, a Savona, non per la mancanza di medici e infermieri, per l’indisponibilità della sala operatoria o per altre ‘cause sanitarie’ ma per l’insoddisfazione del paziente. In sala operatoria era tutto pronto. I medici e gli infermieri avevano già indossato guanti e camici per agire. Il paziente, però, a un certo punto ha detto: ‘No, non mi faccio operare. Con una anestesista no’. La moglie, che era con lui, ha condiviso la sua opinione. L’operazione, dunque, è stata rinviata per una discriminazione di genere. Se l’anestesista fosse stato un uomo, il paziente settantenne di Savona si sarebbe tranquillamente sottoposto all’intervento chirurgico.

‘Le anestesiste del San Paolo non sono brave’

Il chirurgo e l’anestesista, davanti a quel secco ‘no’, hanno tentato di far cambiare idea al settantenne ligure, chiedendogli la ragione per cui aveva deciso di non volersi più operare. L’anziano e la moglie, allora, hanno esclamato: ‘Nulla di personale, ci mancherebbe, ma in giro dicono che le anestesiste del San Paolo non sono brave’. I sanitari, allora, hanno chiesto alla coppia la ragione per cui non avrebbero dovuto fidarsi delle anestesiste del nosocomio savonese. Subito l’anestesista e il medico hanno segnalato la vicenda al primario di Anestesia e Rianimazione, che non ha nascosto la sua indignazione: ‘Per quel che mi riguarda si è trattato di un fatto molto grave. Ci tengo ad affermare che chi lavora nel mio gruppo, anestesisti, rianimatori, gode della mia fiducia, senza distinzione di sesso, ed è adeguato al ruolo che è chiamato a svolgere’.

Negli ultimi anni sono stati fatti progressi, in Italia, sul campo delle discriminazioni di genere, anche se le donne, in tale nazione, devono avere doti superiori e abilità straordinarie per conquistare le stesse posizioni degli uomini. La divisione dei ruoli nella coppia, inoltre, è ancora rilevante; inoltre vi sono tanti freni alla piena realizzazione delle donne in campo professionale.

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