Aneurisma cerebrale in gravidanza: mamma e figlia salve

By | 17 marzo 2018

incinta-aneurisma-neonata-bufaliniGrazie alla bravura e alla rapidità del personale sanitario dell’ospedale Bufalini di Cesena, una donna e sua figlia si sono salvate. Una storia con un epilogo fausto che però poteva avere risvolti tragici. La protagonista della vicenda è una giovane donna di Ravenna colpita da un violento aneurisma cerebrale durante la gravidanza. La signora era stata subito trasportata al Bufalini. I medici e gli infermieri hanno cercato di salvare sia la signora che la figlioletta. Non hanno voluto sentir parlare del sacrificio di qualcuno.

Rischiavano la morte

All’ospedale Bufalini di Cesena i medici sono riusciti a mantenere in vita sia una ragazza che la figlioletta. La signora è stata sottoposta a uno spettacolare intervento chirurgico, dopo aver dato alla luce la bimba. La cosa particolare è che la piccola è nata nel reparto di Neurochirurgia del nosocomio, dove era stata ricoverata la madre per un tremendo aneurisma cerebrale. Luigino Tosatto, direttore dell’Unità operativa di Neurochirurgia del Bufalini di Cesena, ha dichiarato: ‘La paziente, incinta, era incosciente e in imminente pericolo di vita a causa di una emorragia cerebrale causata da un aneurisma. La situazione era grave. Occorreva operare d’urgenza per salvarle la vita ma al contempo dovevamo cercare di fare il possibile per salvare la vita anche alla piccola che portava in grembo. Non c’era tempo da perdere, così abbiamo deciso di far nascere la piccola nella sala operatoria di Neurochirurgia con un taglio cesareo d’urgenza. Un parto eccezionale avvenuto all’ottavo mese di gravidanza grazie all’intervento simultaneo e tempestivo dei neurochirurghi, dell’equipe di Ostetricia e Ginecologia, degli anestesisti e dei neuroradiologi’.

Una volta venuta alla luce la bimba, il team di chirurghi diretto dal dottor Tosatto si è potuto concentrare sulla mamma, sottoponendola a un difficile intervento mirato alla rimozione di un gravissimo aneurisma cerebrale. Operazioni del genere non vengono eseguite spesso perché il caso della signora ravennate è abbastanza raro. Dottori e infermieri dell’ospedale di Cesena hanno detto: ‘La cosa più emozionante è stato veder nascere la piccola nella sala operatoria di Neurochirurgia, considerate le gravi condizioni in cui si trovava la mamma’. Un episodio a lieto fine. Sia la giovane donna che la figlia hanno sfiorato la morte. Nel febbraio dell’anno scorso, un’altra giovane donna, al quinto mese di gravidanza, era stata colpita da un aneurisma cerebrale ma non ce l’aveva fatta. Monia Benato, ragazza veneta, e il figlio che aveva in grembo erano morti all’ospedale di Padova. Una settimana prima la 31enne era stata colpita da un grave aneurisma cerebrale nella sua abitazione, a Venezia. La ragazza lavorava come commessa in un negozio di abbigliamento Hermès, a pochi metri da piazza San Marco. Monia era felice e solare perché sarebbe diventata presto mamma di Edoardo, il piccolo che aveva in grembo. Il destino invece è stato spietato con la donna e con Edoardo. Sì, perché i medici dell’ospedale di Padova avevano cercato di salvarlo ma i rischi erano numerosi. Quando i medici avevano capito che per la donna e il feto non c’erano più speranze si erano consultati con il Comitato etico di Padova ed avevano staccato la spina.

Cos’è l’aneurisma cerebrale?

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Si sente spesso parlare di aneurisma cerebrale ma alcuni non sanno minimamente cosa esso sia. La parola aneurisma deriva dal greco e significa dilatazione. Ecco, si verifica un aneurisma quando si allarga progressivamente un tratto vascolare a causa di un cedimento di una parete che lo forma. Si innesca così un processo infiammatorio che fa distendere maggiormente la parete e incrementare ancor di più la pressione in quel punto. Si genera un vero aneurisma quando la dilatazione è maggiore del 50% del diametro originale del vaso. Molti dipingono l’aneurisma cerebrale come una vera ‘bomba a orologeria’ ma, in realtà, non è così perché è connaturato e non dà segni. Edoardo Boccardi, direttore della Struttura complessa di neuroradiologia dell’ospedale Niguarda di Milano dice che i mini aneurismi accidentali sono molto frequenti nella popolazione.

Effetti dell’aneurisma

‘Se tutti venissero sottoposti a un controllo, se ne troverebbe uno ogni 10-15 persone. E il rischio di rottura di queste dilatazioni che si possono formare nelle arterie cerebrali è molto basso: si calcola che ogni anno, nel caso di aneurismi di piccole dimensioni (i più diffusi), le rotture sono meno di una su mille. Insomma, il rischio di questo evento drammatico, che può avere un epilogo infausto nella metà dei casi, è minimo e comunque simile ad altri pericoli che corriamo tutti i giorni. E anche se per gli aneurismi di dimensioni sopra il centimetro il pericolo di rottura è maggiore, resta complessivamente basso’, ha detto il dottor Boccardi, che ha anche spiegato cosa succede in caso di rottura di un aneurisma: ‘Questa evenienza causa in oltre il 90% dei casi un’emorragia subaracnoidea, cioè la fuoriuscita di sangue nello spazio tra le meningi’.

Il luminare del Niguarda ha affermato che i tipici sintomi dell’aneurima cerebrale sono ‘mal di testa fortissimo, come una pugnalata alla nuca, descritto come il più forte mai avuto nella propria vita; rigidità nucale; nausea e vomito; perdita di coscienza: sono tipici dell’emorragia subaracnoidea, che ha diverse ricadute negative sul cervello. Oltre a danneggiare i tessuti nervosi, l’emorragia può indurre due fenomeni molto pericolosi: il vasospasmo e l’idrocefalo. Il rischio di vasospasmo, che causa riduzione dell’afflusso di sangue al cervello e può essere fatale, perdura nelle due settimane dal momento della rottura: questo spiega perché si aspetta sempre di aver passato questa fase critica prima di cantare vittoria. L’idrocefalo, dal canto suo, può provocare un pericoloso aumento della pressione intracranica e quindi richiedere un drenaggio con un catetere per ristabilizzare la situazione’.

Cosa fare in caso di aneurisma cerebrale?

Se qualcuno sospetta di essere vittima di un aneurisma cerebrale deve correre subito all’ospedale, dove i medici valuteranno la situazione. Boccardi asserisce che ‘se un paziente giunge in ospedale con una sospetta rottura di aneurisma si esegue una TAC per confermare l’emorragia subaracnoidea. Se c’è emorragia, si inietta del liquido di contrasto (angio-TAC) per localizzare la dilatazione. Poi si mette in sicurezza l’aneurisma con la chirurgia a cielo aperto tradizionale, o, sempre più spesso, con l’approccio endovascolare. Questi interventi, che servono a escludere l’aneurisma dal circolo arterioso e a evitare sanguinamenti, possono essere presi in considerazione anche per il trattamento preventivo degli aneurismi non rotti, soprattutto per quelli di dimensioni maggiori, o comunque più a rischio di rottura. Si tratta di interventi delicati con un rischio elevato di complicanze gravi, intorno al 4-5%. Per cui, prima di operare, occorre essere certi che valga la pena correre questo pericolo’.

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