Animali non provano dolore per i britannici: decisione triviale in UK

By | 23 novembre 2017

La Gran Bretagna si appresta ad uscire dall’Ue e si prepara a modificare l’ordinamento. Tante norme e leggi approvate dietro raccomandazioni dell’Ue verranno probabilmente abrogate. In questi giorni, nel Regno Unito si discute di animali e dolore. Gli animali, non solo cani e gatti, sono in grado di percepire il dolore? Forse no, per gli inglesi. Perché affermiamo questo? Beh, perché nelle ultime ore la maggioranza dei parlamentari britannici ha scelto di accantonare il protocollo sulla sensibilità animale contemplato nell’articolo 13 del Trattato di Lisbona.

Un futuro di torture per gli animali britannici?

Con l’accantonamento del protocollo sulla sensibilità animale, la Gran Bretagna non regredisce solo dal punto di vista legislativo ma anche sul fronte umano perché nega che gli animali possono provare dolore.

I parlamentari britannici forse ne sanno di più di scienziati ed animalisti, che hanno più volte ribadito che qualsiasi animale, anche i pesci, provano dolore come gli uomini. Perché allora una marcia indietro del genere in Gran Bretagna. C’è il rischio, dunque, che in futuro in tale nazione gli animali vengano sottoposti a torture e sevizie indescrivibili.

Il legislatore britannico ha così disatteso il Trattato di Lisbona del 2009, con cui ‘l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti’.

Quando a non provare dolore erano le persone di colore

Non è la prima volta che nel Regno Unito viene presa una decisione così controversa. In passato i suprematisti bianchi e i commercianti di schiavi avevano dubbi sull’eventualità che le persone di colore potessero provare emozioni o dolore.

Lo stesso Cartesio seviziava i cani ed affermava che i latrati erano simili allo scricchiolio di una macchina. Ciò, secondo lui, era un segnale dell’incapacità degli animali di provare dolore.

Cartesio, gli inglesi e gli anti animalisti sbagliano quando dicono che gli animali non provano dolore. Lo provano eccome!

Dopo tanti studi, la comunità scientifica ha acclarato che ogni animale può percepire emozioni e sofferenze analoghe a quelle che provano gli esseri umani. Persino i pesci sono dotati di un certo intelletto e capacità comunicativa.

Non è possibile, attualmente, sapere cosa succederà nel Regno Unito. Le condizioni degli animali certamente non miglioreranno. Per animali non intendiamo ovviamente i cani e i gatti di casa ma quelli che vengono usati come cavie nei laboratori.

Senza una legge che tutela gli animali sottoposti alle sperimentazioni nei laboratori, è molto difficile aspettarsi un miglioramento delle condizioni delle cavie, nel Regno Unito.

La scienza dice che gli animali soffrono e provano emozioni

L’atteggiamento dei parlamentari inglesi stupisce perché nel Regno Unito hanno il quartier generale molte associazioni animaliste. Dopo la Brexit che futuro avranno gli animali nel Regno Unito?

Secondo una recente stima, quasi la totalità delle leggi in vigore in Gran Bretagna sulla tutela degli animali sono conseguenza di direttive europee.

Bisogna riflettere e non provocare più dolore agli animali. La stessa scienza ha accertato che gli animali hanno una fisiologia analoga a quella degli esseri umani.

L’uomo si proclama essere superiore agli altri esseri viventi e poi prende decisioni così triviali e becere che nessun altro essere su questa terra adotterebbe.

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