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Anoressia maschile in aumento: la testimonianza di Toby

anoressia-maschile-casi-in-aumentoContrariamente a quanto molti pensano, l’anoressia è un disturbo alimentare molto antico. Spesso si pensa che la patologia riguardi solamente il mondo femminile. Non è così. L’anoressia è anche maschile, colpisce anche il ‘sesso forte’. L’anoressia maschile è stata poco studiata dai medici e spesso trascurata. Ebbene, tale disturbo non va assolutamente ignorato perché i suoi effetti possono essere molto negativi. Eppure la letteratura scientifica è veramente scarna sull’anoressia maschile.

L’analisi di Richard Morton

Il primo ad interessarsi di anoressia fu, nel 1689, il medico inglese Richard Morton. L’esperto esaminò accuratamente un 16enne e una 18enne che non volevano più mangiare. L’inappetenza non aveva nessuna causa organica. Ecco cosa scrisse Morton al riguardo:

‘Il figlio del reverendo Steele, mio buon amico, intorno al sedicesimo anno di età, cadde gradualmente in un assenza totale di appetito, cagionata dal suo troppo studiare e dalle sue passioni del suo spirito, e in seguito in un’atrofia universale, struggendosi via via sempre di più per due anni, senza che vi fossero febbre, tosse o altro sintomo di qualsiasi altra malattia nei suoi polmoni o altro viscere, anche senza diarrea o diabete o altro segno di colliquazione o evacuazione innaturale. Perciò giudicai questa consunzione come nervosa, come cosa che avesse le sue radici nell’abito del suo corpo e che sorgesse da una perturbazione del suo sistema di nervi. Lo consigliai di abbandonare i suoi studi, di andare in campagna e di prendere una dieta di latte per molto tempo. Così recuperò la sua salute in gran parte, sebbene non sia ancora liberato a perfezione dallo stato di consunzione e che non sia del tutto chiara la riuscita di questo metodo’.

Anoressia maschile: lo scopo del medico

Nonostante se ne parli poco, l’anoressia maschile è un disturbo alimentare che bersaglia molte persone anche oggi, anzi il numero dei pazienti è aumentato negli ultimi anni. Lo scopo di un medico che si trova davanti a un caso di anoressia maschile è scoprire le cause che hanno fatto scaturire il disturbo. Poi l’esperto deve valutare altri aspetti, come l’età d’esordio, le peculiarità cliniche, l’incidenza, la sessualità, la comorbilità e i rapporti con gli altri componenti della famiglia. Recenti studi hanno dimostrato che circa il 5-10% delle persone affette da anoressia sono uomini. Paradossalmente, quando tale disturbo sferza un uomo, la sintomatologia è peggiore. Gli uomini tendono ad essere più turbati riguardo al peso, all’alimentazione e alla dieta. Rispetto alle donne, gli uomini anoressici sono più agitati, usano spesso purganti e sono iperattivi.

La diagnosi

Non è semplice per un dottore diagnosticare l’anoressia maschile. Nelle donne gli esperti si affidano generalmente all’amenorrea, un serio indizio di forte denutrizione. Negli uomini, ovviamente, tale parametro diagnostico manca. Come fare allora per scoprire se un uomo soffre di anoressia? Beh, ci sono degli indizi da non sottovalutare, come l’impotenza periodica, la riduzione del testosterone e il venir meno della voglia di consumare rapporti ‘intimi’ col partner. La sintomatologia degli uomini che si recano da un medico, quindi, è più grave rispetto alle donne. Non di rado, chi soffre di anoressia maschile manifesta sintomi come disturbi cardiaci e atrofia corticale. I medici, non di rado, scambiano i sintomi del disturbo alimentare per quelli di altre malattie. Ecco il motivo per cui spesso l’anoressia maschile viene riconosciuta e curata tardivamente.

Perdere tanti chili

C’è un momento in cui l’organismo dice basta. Non vuole più nulla, neanche una briciola. E si inizia a perdere peso, molto peso. Un dimagrimento certamente insano. E’ pericoloso perdere chili con l’astinenza completa e prolungata dal cibo. Le anoressiche e gli anoressici tendono a chiedersi spesso perché quegli alimenti sembrano di plastica, ovvero qualcosa che non può essere mangiato. Ciò vale anche per gli alimenti più buoni. A un certo punto, chi è affetto da anoressia non desidera più nulla. E’ in quel momento che si rischia grosso. C’è chi è riuscito ad uscire dal tunnel dell’anoressia e chi, purtroppo, non ce l’ha fatta. Toby Symonds, studente in storia alla St. Andrews University, dimagriva in continuazione ma gli esperti non riuscivano a comprendere cosa avesse, non riuscivano a riconoscere l’anoressia. Per quale ragione quegli studiosi non avevano diagnosticato subito il disturbo alimentare dello studente? Semplice, perché è un ragazzo, sportivo ed etero.

Due anni d’inferno

Toby Symonds ha raccontato la sua storia ai microfoni del Guardian. Il giovane ha vissuto  due anni d’inferno. Gli specialisti non sapevano cosa avesse e intanto continuava a perdere molti chili senza motivo. Anzi, un motivo c’era: l’anoressia maschile. Il brutto periodo di Toby iniziò nel gennaio del 2015, quando venne riformato alla visita di leva perché sovrappeso; l’anno seguente venne ritenuto non idoneo, invece, perché sottopeso. I dottori inglesi sottoposero il ragazzo a numerosi esami per scoprire la misteriosa malattia che lo aveva privato dell’appetito. Toby continuava a perdere perso e un giorno era stato ricoverato d’urgenza all’ospedale. Per alimentarlo i medici avevano usato un sondino gastrico. Il ragazzo era debole. Dagli esami ematici erano emersi valori critici, come pressione bassa e ipoglicemia. Toby rischiava un arresto cardiaco. A un certo punto, lo staff di medici aveva capito che il giovane era caduto nella rete dell’anoressia maschile e ne aveva disposto il trasferimento alla Yorkshire Centre for Eating Disorders di Seacroft. In tale struttura Toby è come se fosse rinato. Determinante per la sua risalita psicofisica era stato un eccellente programma di rieducazione all’alimentazione.

Toby veniva pesato ogni giorno

Durante il soggiorno presso lo Yorkshire Centre for Eating Disorders, Toby veniva pesato quotidianamente. Il personale constatava i suoi progressi. Pian piano lo spettro dell’anoressia maschile si allontanava e tornava la gioia di vivere e mangiare. ‘Quando andavo in bagno prima della pesatura, non mi azzardavo nemmeno a lavare le mani per paura che la pelle assorbisse dell’acqua e sfalsasse il risultato’, ha detto Toby durante l’intervista. Non è stato semplice, all’inizio, in quella clinica. Il ragazzo ha detto di aver incontrato uomini e donne con stili di vita nettamente opposti ai suoi, quindi non era stato semplice instaurare un rapporto con loro. Toby però era stato colpito dalla forza di volontà di quella gente che, ogni giorno, lottava contro la malattia. Quella gente mangiava. ‘Lì dentro ho conosciuto alcune delle persone più gentili e ispiratrici che abbia mai incontrato’ ricorda oggi Toby, che è guarito dall’anoressia maschile anche grazie ai 6 pasti gustosi che gli offrivano quotidianamente nella clinica inglese. Il giovane mangiava ogni giorno cibi come toast, patate, cereali, verdure, gelato e yogurt. ‘L’obiettivo era di farci guadagnare almeno 800 grammi a settimana. A volte la combinazione di sapori era bizzarra, ma quello che contava nel programma era incamerare i nutrienti’, aggiunge l’ex anoressico che ha dovuto affrontare anche una cura psicologica singola e di gruppo ‘che purtroppo è basata soprattutto sulle cause che spingono le donne ai disordini alimentari, visto che è stata formulata sulla stragrande maggioranza dei pazienti’.

La storia di Toby  non è isolata. Si ipotizza che i casi di anoressia maschile saranno sempre di più nel mondo.

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