Apnee Notturne? Patente di Guida Bye Bye

By | 5 febbraio 2016

Apnee Notturne: Patente di Guida AddioNiente patente di guida per chi soffre di apnee notturne o ha disturbi del sonno. Lo prevede la nuova normativa italiana che recepisce le direttive europee che stabiliscono il divieto di guidare i veicoli per i soggetti affetti dalla sindrome delle apnee ostruttive del sonno

 

In Italia soffrono di apnee notturne, nelle forme medio-gravi, più di 2 milioni di persone. Il disturbo è spesso sottovalutato ma è la causa di molti incidenti stradali e colpi di sonno. Ecco perché il legislatore italiano, mediante il decreto legge 22 dicembre 2015, ha voluto armonizzare l’ordinamento interno a quello comunitario, prevedendo il divieto di rilascio o rinnovo della patente di guida a chi soffre di apnee notturne.

Niente più patente di guida, dunque, per chi è affetto da apnee notturne e non fa nulla per risolvere il problema. Diversi anni fa, l’Aci sottolineò che il rischio di fare un incidente stradale per una persona che soffre di apnee notturne è 7 volte maggiore. Il decreto ministeriale recita:

“La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte”.

Ciò non significa che chi soffre di apnee notturne non potrà più guidare la macchina o altri mezzi. Il decreto infatti aggiunge che le commissioni mediche locali possono autorizzare alla guida qualora i sintomi non siano tali da pregiudicare l’attività diurna.

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Chi soffre di apnee notturne non dorme bene: la qualità del sonno è pessima perché si ravvisa una continua interruzione, non volontaria, del respiro. Ciò rende stanchi di giorno, risentendone soprattutto le performance intellettive.

L’esperto Luca Malvezzi ha spiegato:

Al sonno poco riposante corrisponde una stanchezza diurna che può essere un fattore limitante le proprie performance intellettive”.

 

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