Arabia Saudita rende le donne più libere: addio al consenso del ‘guardiano’

By | 5 maggio 2017

Le donne arabe sono più libere. Almeno così sembra. Il re Salman, mediante un decreto, ha eliminato una serie di norme che prevedevano, per le donne, il necessario consenso di un ‘guardiano’ (solitamente il marito, il padre o il figlio) per svolgere determinate attività, come lavorare in un luogo pubblico, accedere alle cure mediche o iscriversi all’università. Norme che limitavano certamente la libertà delle donne in Arabia Saudita e che testimoniavano la preminenza degli uomini sulle donne.

Il re Salman vuole rendere l’Arabia Saudita più aperta

In Arabia Saudita, finora, le donne potevano svolgere determinate attività solo previo consenso del ‘guardiano’, ovvero il soggetto deputato alla loro vigilanza. Adesso non sarà così, grazie al decreto emanato dal re Salman. Questo, tacciato da molti di essere chiuso e immobilista, sta dimostrando che le accuse erano infondate. L’obiettivo del sovrano arabo è di rendere più ‘aperta’ la sua nazione e superare rigidi consuetudini che, per tanti anni, hanno soffocato le libertà delle donne. Perché il re Salman sta concedendo più libertà alle donne? Le ragioni sono varie ma è indubbio che alla base della manovra ci sia anche la riduzione del prezzo del petrolio. Finora l’Arabia Saudita era una nazione molto ricca grazie al petrolio. Il calo importante dei prezzi dell’oro nero, però, ha portato il monarca a ripensare il sistema di sviluppo socio-economico, coinvolgendo anche le donne nel mondo del lavoro. Per molti anni, il sistema arabo si è basato su lavori semplici e ben pagati. Oggi non è più così, quindi bisogna cambiare per non crollare.

La società araba è ancora molto tradizionalista

L’Arabia Saudita sarà una nazione sempre più aperta e democratica. Il figlio del re Salman, Mohammed Bin Salman, vuole emancipare la sua nazione da una miriade di clichè che hanno ostacolato specialmente le donne arabe. Non sarà comunque facile, in quanto la società araba è ancora molto tradizionalista, quindi non molto incline ad accettare nuovi modelli, che potrebbero sembrare troppo progressisti.

Il recente decreto reale emesso in Arabia Saudita non va giù a molte donne perché poco efficace e scarso. Un’attivista che ha voluto mantenere il suo anonimato ha affermato che il decreto presenta molte lacune e non tocca punti importanti dell’istituzione del ‘guardiano’, ovvero il consenso per viaggiare od ottenere il passaporto. Il provvedimento, inoltre, non sfiora minimamente uno dei più celebri e discussi divieti imposti alle donne arabe: quello di guidare l’auto. L’Arabia Saudita è l’unico Paese al mondo in cui le donne non possono ottenere la patente e guidare la macchina.

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