‘Arbeit macht frei’ all’ingresso dell’officina: gesto infelice di Alessandro Bertuccioli

By | 24 gennaio 2018

Cartello con scritta 'Arbeit Macht Frei' all'ingresso dell'officinaAlessandro Bertuccioli, titolare di un’officina meccanica a Rimini, ha avuto la pessima idea di apporre un grosso cartello all’entrata della sua officina. Pessima idea perché sul cartello c’erano le seguenti parole: ‘Arbeit macht frei’. Per chi non lo sapesse, quella scritta si trovava all’entrata del tristemente noto lager nazista di Auschwitz e di altri campi di sterminio. Il signor Bertuccioli è stato letteralmente travolto da insulti e critiche. Alla fine ha fatto un passo indietro, rimuovendo quello squallido cartellone.

Invitato alla proiezione del film su Auschwitz

‘Sono stato massacrato, non riesco a lavorare per rispondere alle telefonate. Comunque il cartello l’ho già smontato, non pensavo di avere dei problemi del genere’, ha affermato nelle ultime ore Alessandro Bertuccioli.

Secondo il meccanico di Rimini, la scritta ‘Il lavoro rende liberi’ avrebbe attirato l’attenzione e, quindi, clienti. Opinione discutibile. Comunque lui tira dritto, non vuole altri problemi. Sembra quasi che si senta dalla parte della ragione. Pazzesco. ‘Non voglio offendere nessuno e neanche perdere altre giornate di lavoro, non ho tempo’, ha aggiunto Bertuccioli.

Indignata dal cartello con su scritto ‘Arbeit macht frei’ anche l’amministrazione comunale, che ha invitato Alessandro alla proiezione del film su Auschwitz, collegata alle celebrazioni per la Giornata della memoria del prossimo 27 gennaio.

‘La frase mi piaceva’

Perché il signor Bertuccioli aveva messo quell’agghiacciante scritta all’ingresso della sua officina? Lui si è giustificato affermando di non conoscere l’accezione storica di quella frase: ‘Il lavoro rende liberi, la frase mi piaceva’.

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Ecco gli effetti della scarsa conoscenza della storia. Conseguenze spiacevoli, grottesche ed offensive della memoria di oltre 6 milioni di persone sterminate nei lager.

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