Cronaca

Arsenico nel terreno salentino: risultati sconvolgenti

arsenico-terra-comuni-salentoNel terreno di diversi Comuni del Salento sono state trovate tracce di contaminanti come berillio, arsenico e vanadio. Un risultato decisamente inaspettato quello dell’indagine svolta dal team di ricercatori diretto dal professor Giuseppe Serravazza e commissionato dalla Lilt Lecce. I ricercatori hanno prelevato campioni di terreno in 32 Comuni salentini e li hanno analizzati. Le zone in cui sono stati prelevati i campioni erano state scelte in base al rischio oncologico. Gli studiosi, comunque, non hanno rilevato alcun nesso diretto tra inquinamento del suolo e diffusione di tumori.

Livello di inquinamento non atteso

Nove aree salentine sono state monitorate per verificare la presenza di contaminanti nel terreno e, dalle indagini, è emersa una massiccia presenza di sostanze inquinanti come l’arsenico, il vanadio e il berillio. Il dossier del progetto Geneo afferma che ‘la presenza e la concentrazione di questi metalli pesanti rivelano uno stato di contaminazione del suolo assolutamente non compatibile e non atteso per aree verdi’.

L’indagine sui pesticidi, nelle 9 zone verdi, non ha rilevato nulla di particolare; da quella delle varie diossine, PCB e furani, invece, sono emersi dubbi su eventuali fonti di inquinamento. Dovranno essere effettuati ulteriori accertamenti in merito. Solo in alcune aree è stato accertato un possibile legame tra contaminazione ambientale e stato epidemiologico della popolazione.

L’importanza di un costante controllo ambientale

Il report stilato al termine dell’indagine evidenzia che ‘il dato epidemiologico che oggi riscontriamo è conseguenza di una o più cause di tumore che hanno agito molti anni prima. Ne consegue, altrettanto, che un grave stato di inquinamento del suolo riscontrato oggi produrrà i suoi effetti epidemiologici tra alcuni anni. Lo studio Geneo ha rivelato l’attuale preoccupante stato di contaminazione del suolo in molte parti del Salento: ciò fa temere un ulteriore peggioramento della situazione epidemiologica nel prossimo futuro. Pertanto, alla luce delle ben note emergenze ambientali gravanti nel nostro territorio, e sulla scorta della normale prassi seguita in tante altre regioni del Nord, riteniamo non più rinviabile un intenso e costante monitoraggio ambientale (in particolare, del suolo, matrice-memoria di ogni inquinamento), a salvaguardia della salute delle popolazioni e per una corretta e sostenibile pianificazione dello sviluppo del territorio’.

La tossicità dell’arsenico

La principale caratteristica dell’arsenico è l’assenza di sapore e odore. Essendo altamente velenoso, tale composto è stato ribattezzato come sostanza per i ‘delitti perfetti’. Ne basta poco per provocare un decesso simile alla morte naturale. Un dosaggio basso di arsenico può quindi uccidere. Non bisogna dimenticare che dosaggi minimi della suddetta sostanza sono importanti per l’organismo umano perché migliorerebbero il funzionamento di vari neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale.

L’origine dell’arsenico è industriale e minerale. La sostanza venefica viene usata sia nel settore dei fitofarmaci che in altri ambiti, come quello del vetro, metallurgico e della ceramica. L’arsenico ci può intossicare in diversi modi, ovvero per via inalatoria, orale e cutanea. L’organismo lo elimina mediante le vie intestinale, urinaria, sudoripara e desquamatoria. L’arsenico colpisce però anche in forma gassosa. Esiste, infatti, anche l’arsina, un gas a base di arsenico molto pericoloso per l’uomo e l’ambiente.

I tipici effetti dell’intossicazione forte da arsina sono le aritmie e i problemi gastrointestinali. Il soggetto intossicato deve subito correre all’ospedale perché, se non curata, l’intossicazione potrebbe uccidere nel giro di 24 ore o entro 4 giorni.

One Response

  1. Serafino 25 Marzo 2018

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