Attentati Di Parigi: quella gara di solidarietà e quelle coincidenze che hanno salvato i 350 feriti!

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parigi_attentati_isis_13novembre2015_thumb400x275Se crediamo in un Dio o se crediamo che un’entità buona e pura possa governare, dall’alto, il mondo, non dobbiamo mai cedere alla paura che il male possa vincere. Tuttavia, esistono momenti bui in cui e’ difficile credere in un’entità buona e giusta ed il 13 novembre e’ una di quelle buie occasioni. Spezzare la vita ad un innocente. Sparare a sangue freddo ad un altro essere umano in nome di un Dio inesistente e’ un atto di crudeltà in cui non vi e’ alcuna divinità. Ma anche in un’occasione cosi terribile, come quella francese del 13 novembre, a Parigi, l’umanità ha saputo dar sfoggio della sua più brillante sensibilità.

Dei 350 feriti di quella notte maledetta, tutti sono tornati a casa e non per caso. O meglio, per alcuni casi fortunati che, incrociandosi, hanno dato luogo a piccoli angoli di speranza, in mezzo all’orrore, in mezzo all’inferno. Stefan e’ il proprietario di una Brasserie nelle vicinanze del ristorante attaccato dai terroristi. Egli aveva chiamato i vigili del fuoco per un piccolo incidente in cucina quella sera ed essi erano rimasti li’, per riuscire poi ad intervenire tempestivamente al momento delle esplosioni folli. Un noto primario, invece, festeggiava il compleanno, proprio la sera del 13 novembre, in un ristorante vicino alla Petite Cambodge, con altri 50 medici. Al momento degli spari, egli ha allestito 7 sale operatorie di fortuna e salvato molte vite. Un’altra infermiera ha curato e salvato 70 feriti, poiche’ si trovava nel momento giusto al posto giusto. Forse l’unico modo per combattere la disumanità e’ mostrare la nostra più brillante umanità! Parigi ne e’ la prova lampante. 

 

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