Attico al centro di Roma comprato con soldi destinati a bimbi malati: vescovo sotto accusa

By | 19 ottobre 2017

Denaro destinato ai bimbi autistici per comprare attico a Roma: monsignor Micciché indagatoAvrebbe usato il denaro destinato ai bambini autistici e malati di tumore per acquistare un favoloso attico di 210 mq con tanto di dependance nel centro di Roma. Non finiscono i guai per monsignor Francesco Micciché, già coinvolto in una losca storia di appropriazione indebita e malversazione dei fondi dell’8 x mille. L’ex vescovo di Trapani, secondo l’accusa, avrebbe distratto un’ingente somma (circa 800.000 euro) dalla Fondazione Campanile, noto ente morale siciliano nel campo dell’assistenza ai minori e agli indigenti, per acquistare un favoloso attico nel centro storico della Capitale. Un immobile lussuoso, dotato di tutti i comfort. Quando, nel 2012, scoppiò lo scandalo relativo ai fondi dell’8 x mille, l’allora Pontefice Benedetto XVI rimosse Micciché dall’incarico di vescovo di Trapani. Secondo le prime indiscrezioni, il prelato avrebbe acquistato l’attico a Roma a un prezzo decisamente inferiore a quello stimato. Micciché, tra l’altro, intestò l’immobile alla Curia di Trapani. Ad accusare l’ex vescovo di Trapani era stato anche monsignor Alessandro Plotti, amministratore apostolico a Trapani dopo l’allontanamento di Micciché. L’alto prelato (che tra l’altro è deceduto, ndr) aveva confessato al pm: ‘Io ho rilevato l’anomalia dell’acquisto di una casa privata intestata alla diocesi con soldi che avrebbero dovuto essere destinati alla cura dei bambini e alle finalità della Fondazione Campanile. Non è accettabile che siano stati buttati via 500.000 euro per l’acquisto di una casa privata a Roma, in pieno centro storico, sottraendo quella somma alla possibilità di destinarli alla cura di bambini con problemi psichici’. 

Soldi usati per scopi personali

Non solo il prestigioso nel centro di Roma. Gli inquirenti hanno scoperto che monsignor Francesco Micciché avrebbe acquistato molte case a Palermo. Il religioso, inoltre, sarebbe proprietario di titoli e polizze assicurative. Insomma, l’attico romano in via San Nicola da Tolentino, per la Procura, fa parte della lunga serie di acquisti che l’ex vescovo di Trapani avrebbe effettuato usando soldi della Diocesi, della Fondazione Campanile e dell’8 x mille.

Molti bimbi malati di cancro e autistici sarebbero stati privati di assistenza e farmaci a causa dell’ingordigia di un soggetto che veste l’abito talare. Lo ipotizzano i pm di Roma. Una vicenda torbida con molte zone d’ombra quella che vede protagonista Francesco Micciché, che attualmente vive a Roma e serve messa alla Confraternita dei siciliani.

La replica di Francesco Micciché

‘Ho scoperto la pericolosità di una mafia ecclesiastica non meno potente, insidiosa e nefasta della mafia che il sistema giudiziario è impegnato a contrastare’, ha detto recentemente il presule, cercando di difendersi dalle pesanti accuse che ormai gli vengono rivolte da anni. Vittima o carnefice? E allora perché, 5 anni fa, Benedetto XVI lo sollevò dall’incarico di vescovo di Trapani? C’è qualcosa che non quadra. Gli investigatori romani continuano ad indagare per confermare le ipotesi della Procura.

L’ombra della pedopornografia

Una vita misteriosa quella dell’ex vescovo di Trapani, da anni nel mirino della Procura. Monsignor Micciché non sarebbe coinvolto, infatti, solo negli scandali relativi all’appropriazione indebita di denaro della Curia, dell’8 per mille e della Fondazione Campanile ma su di lui aleggia anche lo spettro della pedopornografia. Nella villa di Monreale, dove il religioso viveva con la sorella e il cognato, gli investigatori avevano fatto una scoperta sconcertante. In un pc erano state archiviate tantissime foto ritraenti minori in atteggiamenti inequivocabili.

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