Curiosità

Auschwitz: camere a gas sono veramente esistite?

Auschwitz: le teorie sulle camere a gasOggi, 27 gennaio 2018, si celebra il Giorno della Memoria, ovvero una ricorrenza internazionale per commemorare le vittime dell’Olocausto. Molti, specialmente i più giovani, si domandano perché è stato scelto proprio questo giorno per la commemorazione. I più anziani, invece, non hanno bisogno di spiegazioni. Il 27 gennaio del 1945 i soldati dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, ovvero quello che, col passar degli anni, è diventato l’emblema dell’Olocausto. Nei lager, tra cui quello di Auschwitz, la furia nazista sterminò oltre 6 milioni di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Si è sempre detto che nei campi di sterminio vi fossero delle camere a gas per uccidere i segregati. È vero?

Mistero sulle camere a gas

Molti ritengono che i soggetti reclusi nei campi di sterminio fossero stati sterminati con le camere a gas; altri invece sono certi dell’inesistenza delle camere a gas. Secondo quest’ultimi non sarebbe mai stata trovata una camera a gas ad Auschwitz e negli altri lager. I soggetti che sostengono questa teoria affermano che, prima del 1960, nessuno si era sincerato dell’esistenza delle camere a gas nei campi di sterminio. Vi sarebbero solo testimonianze rese durante i ‘processi di guerra’, niente di più.

L’inglese Robert Faurisson, classe 1929, dopo aver conseguito la laurea alla Sorbona fu docente all’Università di Lione dal 1974 al 1990. A un certo punto, però, diventò un personaggio scomodo per le sue scoperte non molto ‘politically correct’ e venne espulso dall’ateneo. Perché Faurisson venne allontanato? Cosa aveva scoperto?

Come ogni inglese, Robert visse in una famiglia contraria al nazismo e agli estremismi. Nel 1960 lo studioso restò di stucco quando lo storico tedesco Martin Broszat confutò l’esistenza delle camere a gas nei lager nazisti, compreso quello di Auschwitz.

Le indagini di Robert Faurisson

Faurisson iniziò a compiere ricerche sulle camere a gas nei campi di sterminio tedeschi e, nel 1974, dopo aver calibrato a lungo le teorie degli ‘sterminazionisti’ e dei revisionisti arrivò a concludere che, effettivamente, nei lager nazisti non ci furono camere a gas.

Un’opinione particolare quella di Faurisson, che gli causò non pochi problemi. Venne addirittura aggredito più volte dai paladini dell’Olocausto. Robert rischiò spesso la vita, riportando fratture alla mascella e denti rotti. I medici lo trattennero in ospedale per varie settimane.

Non solo attacchi fisici ma anche legali. L’inglese Faurisson venne portato in giudizio per le sue idee, reputate folli.

Preside del movimento revisionista mondiale

A Faurisson, soprannominato il ‘preside del movimento’ revisionista mondiale, va il merito di essere stato il primo a visionare le mappe degli obitori di Auschwitz e di tutti i macchinari e impianti, compresi i forni crematori.

L’inglese tacciato di negazionismo, 10 anni fa, venne intervistato dalla reporter italiana Giovanna Canzano. Questa gli fece sei domande e restò colpita dall’onestà intellettuale dell’anziano ex docente inglese.

“Ecco, dunque vado sul posto; vado ad Auschwitz o a Majdanek o a Dachau o a Struthof, o in altri campi, e là dico molto semplicemente: ‘Mostratemi quella che viene chiamata una camera a gas. E scopro, ho scoperto, durante questa indagine, che non sono assolutamente in grado di mostrarmi quest’arma del delitto. Così a volte mi viene detto: ‘Oh, ciò non sorprende perché i tedeschi, si capisce, hanno distrutto tutto’. A quel punto rispondo: ‘Ammettiamolo che sia così; si badi che si tratta di una seconda accusa, ovvero la distruzione dell’arma del delitto. Mostratemi per cortesia un disegno tecnico che spieghi che cos’era una camera a gas'”, aveva raccontato Faurisson alla giornalista italiana per spiegarle l’origine della sua convinzione riguardo alle camere a gas nei lager nazisti.

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