Auschwitz, guida italiana minacciata: ‘La Polonia per i polacchi’

By | 10 marzo 2018

polonia-auschwitz-diego-auderoSi torna a parlare di xenofobia e minacce ad Auschwitz. Dopo tanti anni. Tutti i lettori sapranno bene cosa accadde ad Auschwitz. Tantissime persone persero la vita nei campi di sterminio nazisti. Tantissime persone trucidate dalla follia di Hitler. Oggi, in tale luogo, sembra che ci sia una certa ostilità verso gli italiani. Sul muro della casa di un 35enne italiano, che vive e lavora in Polonia da 11 anni, qualcuno ha scritto la seguente frase: ‘La Polonia per i polacchi’. Vicino alle parole è stata disegnata una stella di David.

L’inciviltà vive anche in Polonia

Il 35enne Diego Audero, originario di Cuneo, conosce bene la storia e la cultura della Polonia e mai avrebbe immaginato di ritrovarsi protagonista di un episodio del genere. Diego fa la guida turistica in Polonia ma, a quanto pare, qualcuno lo detesta. Proprio l’italiano, qualche settimana fa, aveva organizzato e curato la mostra sui soldati italiani segregati nei campi di sterminio nazisti in Polonia tra il 1943 e il 1945, presso l’Istituto italiano di cultura di Cracovia. La rassegna verrà presto allestita anche a Varsavia.

I poliziotti e i giudici polacchi stanno cercando di scoprire chi ha scritto quelle preoccupanti parole sul muro della casa della guida italiana. Chi sarà stato? Un folle? Un esaltato? Oppure un militante dell’estrema destra? Vero è che la Polonia è una delle nazioni europee dove, negli ultimi anni, la voce degli ultranazionalisti si sta facendo sentire maggiormente. Il 35enne è stato minacciato? Se sì, per quale motivo? Perché è italiano? E allora l’Italia come si dovrebbe comportare con i polacchi che lavorano in Italia? Scritte come quelle apparse sul muro della casa di Cracovia sono dei meri passi indietro sul percorso della civiltà. E’ indubbio.

Polonia è nel cuore di Diego

Diego Audero, dopo aver letto quei termini riprovevoli, ha detto: ‘Mi sento ferito e triste per l’accaduto perché la Polonia io la considero come casa mia. Mi ritengo totalmente integrato nella società e a Cracovia sto benissimo. Da circa un anno ho però avvertito che frange dell’ambiente sono diventate ostili verso gli stranieri, ma io non riesco a sentirmi tale’. L’italiano ha anche precisato che il Museo di Auschwitz lo ha subito sostenuto: ‘Voglio ringraziare la direzione che è prontamente intervenuta in mia difesa, ma anche tutti i miei amici e colleghi che mi hanno dimostrato la loro vicinanza e la loro solidarietà per quanto accaduto’.

Guide polacche nei musei polacchi

Il portavoce del Museo di Auschwitz, Bartosz Bartyzel, si è detto incredulo per quanto avvenuto nelle ultime ore, non nascondendo la sua apprensione: ‘Diego collabora con noi come educatore da molti anni, è una guida molto preparata che ha superato tutti gli esami e i corsi di formazione. Non possiamo che sottolineare come Auschwitz dovrebbe essere un luogo di tolleranza e non di discriminazione’. A fomentare gli autori della scritta discriminatoria sulla casa della guida italiana sono state forse le parole scritte su Twitter, diversi giorni fa, da Barbara Nowak, responsabile dell’educazione della regione di Malopolska, secondo cui è ingiusto che le guide siano straniere: nel Museo di Auschwitz dovrebbero lavorare solamente i polacchi ‘affinché rappresentino il punto di vista reale della storia e proteggano l’integrità della Polonia’.

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