Auschwitz, morto il contabile Oskar Groening

By | 13 marzo 2018

Oskar-Groening-morte-AuschwitzUna vita lunga e piena di episodi bui, agghiaccianti e desolanti. Oskar Groening, ribattezzato il ‘contabile di Auschwitz’, è morto all’età di 96 anni. Era stato condannato a quattro anni di reclusione 3 anni fa, perché avrebbe favorito l’uccisione di 300mila persone nel noto lager nazista in Polonia. Groening però non aveva iniziato a scontare la pena perché le sue condizioni fisiche erano inconciliabili con il regime carcerario. E poi era molto anziano. All’inizio di marzo Groening aveva presentato un’altra richiesta di clemenza per evitare di scontare la sua condanna per omicidio. A gennaio, una prima richiesta era stata respinta dai giudici. I media tedeschi hanno affermato che il 96enne è deceduto venerdì scorso. Il decesso è stato notificato subito dalla Procura di Hannover al suo avvocato.

Lavorò in una fabbrica di vetro fino alla pensione

Il contabile di Auschwitz, uomo longevo e rispettato durante la ‘tirannia’ nazista, è morto. Oskar Groening, secondo la magistratura, sarebbe stato colpevole dell’uccisione di tanta gente. Eppure gli avvocati dell’imputato avevano sempre affermato che Groening non aveva ucciso nessuno durante il suo periodo ad Auschwitz e quindi non era in nessun modo responsabile. Al termine del Secondo Conflitto Mondiale, Oskar Groening condusse una vita normale in un paesino della Bassa Sassonia. Lavorò in una fabbrica di vetro fino alla pensione.

Classe 1921, Oskar perse la mamma all’età di 4 anni. Ci pensò il padre a mantenerlo ed educarlo. Sembra che il padre fosse un nazionalista convinto. Quando, nel 1933, il nazismo giunse al potere, Groening si unì subito alla Gioventù hitleriana. Tra il 1940 e il 1945, nel tristemente noto campo di sterminio di Auschwitz vennero uccisi oltre un milione di ebrei. Poi i sovietici liberarono il campo. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, i giudici tedeschi considerarono un punto fermo la condanna di Groening. Molte ex SS non vennero condannate per mancanza di prove della loro colpevolezza e continuarono a vivere in libertà, nonostante avessero trucidato milioni di persone.

‘Sono moralmente colpevole’

‘E ‘molto chiaro che sono moralmente colpevole per gli omicidi e riconosco la colpa qui oggi con rimorso – aveva detto il contabile di Auschwitz durante il processo – Per quanto riguarda la questione della colpevolezza ai sensi della legge penale, è compito del tribunale decidere’. Abile ed intelligente contabile di Auschwitz, Groening aveva detto ai giudici di aver provato più volte a chiedere ai superiori il trasferimento in un altro posto o in prima fila. Fece subito richiesta, ad esempio, quando vide un nazista uccidere un bambino schiacciandolo contro un camion. Presentò la seconda richiesta, invece, quando vide un soldato delle SS diffondere gas attraverso una fessura in una casa colonica, dove soggiornavano gli ebrei. Alla fine, nel 1944, la sua richiesta di trasferimento venne accolta e fu spostato sul fronte.

‘Anche se in ritardo, la giustizia è stata fatta. Groening era solo un piccolo ingranaggio nella macchina della morte nazista, ma senza le azioni di persone come lui, l’omicidio di massa di milioni di ebrei e di altri non sarebbe stato possibile’, aveva detto Ronald S. Lauder, presidente del World Jewish Congress dopo la condanna del contabile di Auschwitz.

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