Avvocato per i diritti gay si dà fuoco per protesta

By | 16 aprile 2018

avvocato-buckel-suicidio-new-yorkUn famoso avvocato per i diritti gay, David S. Buckel, 60 anni, si è dato fuoco per protesta, sabato scorso, a New York. L’uomo, famoso per aver caldeggiato cause per la legalizzazione delle nozze, ha deciso di diventare una torcia umana a Brooklyn per il disinteresse delle autorità su problematiche legate all’ambiente. Il corpo senza vita del legale è stato notato da un passante vicino ai campi da baseball del Prospect Park. Erano le 6.30. Il corpo del 60enne era gravemente ustionato. La luttuosa notizia è stata confermata dal Dipartimento di Polizia di New York.

I biglietti lasciati da David Buckel

‘Sono David Buckel e mi sono appena suicidato. Il mio è un suicidio di protesta’, recita il messaggio scritto a mano dall’avvocato per i diritti dei gay prima del suicidio. Il biglietto termina con queste parole: ‘Mi scuso per il disastro’. Un altro messaggio, trovato vicino al cadavere del legale, è stato anche inviato per e-mail alle agenzie di stampa locali. Nel biglietto si legge che l’auto immolazione è una sorta di ‘call to action’. ‘L’inquinamento sconvolge il nostro pianeta, trasuda abitabilità attraverso l’aria, il suolo, l’acqua e il tempo. La maggior parte degli esseri umani sul pianeta respira aria resa malsana dai combustibili fossili e molti di loro muoiono prematuramente. La mia morte precoce da combustibile fossile riflette ciò che stiamo facendo a noi stessi’, ha scritto il legale Buckel.

Anima di Lambda Legal

L’avvocato suicida a Brooklyn aveva lavorato alacremente in numerose cause ambientali ed era famoso per aver perorato cause di matrimonio omosessuale nel New Jersey e in Iowa. David era responsabile del progetto matrimoniale per Lambda Legal, un’organizzazione senza scopo di lucro che si batte per i diritti civili della comunità LGBT. Il 60enne aveva speso anche molte energie per il caso Brandon Teena, un transgender stuprato e ucciso nel 1993 a Falls City, in Nebraska. Il caso è stato ritratto nel film ‘Boys Do not Cry’, che ha permesso a Hilary Swank (nei panni di Teena, ndr) di vincere l’Oscar per la migliore attrice.

La direttrice di Lambda Legal, Camilla Taylor, ha affermato dopo il suicidio dell’avvocato che Buckel era un ‘brillante visionario legale’, una persona cordiale con tutti i suoi amici e collaboratori. ‘Si tratta di un’enorme perdita per la nostra famiglia Lambda Legal, ma anche per l’intero movimento per la giustizia sociale. David è stato un avvocato instancabile e anche un amico devoto e amorevole per tanti, sarà ricordato per la sua gentilezza, devozione e visione per la giustizia’, ha aggiunto la Taylor. Buckel aveva difeso anche Jamie Nabozny, un gay che aveva citato in giudizio la sua ex scuola perché non avrebbe fatto nulla per evitare le violenze e il bullismo contro gli omosessuali. I magistrati americani, nel 1996, decisero che le scuole statunitensi devono sempre difendere gli studenti omosessuali dalle aggressioni di stampo omofobo.

‘La premurosa e accattivante difesa di Buckel ha scatenato molti equivoci pervicaci e ha dimostrato che è possibile e necessario per il nostro movimento parlare di giovani LGBT vittime di bullismo e ostracismo’, ha dichiarato Taylor. Lambda Legal ha ringraziato l’avvocato Buckel per tutti gli sforzi a sostegno della legalizzazione delle nozze tra persone dello stesso sesso negli Usa. ‘Lui era un avvocato in Lewis v. Harris, in cui la Corte Suprema del New Jersey ha deciso all’unanimità nel 2006 che alle coppie dello stesso sesso sono forniti tutti i benefici e la responsabilità del matrimonio’, ha detto Lambda Legal.

Buckel ricopriva l’incarico di responsabile del progetto matrimoniale quando Lambda Legal aveva intentato una causa in Iowa per conto di coppie dello stesso sesso. La Corte Suprema dell’Iowa aveva sancito nel 2009, nella causa Varnum v. Brien sulla negazione del diritto al matrimonio alle coppie omosessuali, che tale diritto non era incostituzionale. La decisione della Corte spinse poi l’Iowa a legalizzare le nozze gay. ‘La decisione confermava la ferma convinzione di David che avremmo potuto vincere tali casi anche col cuore, e ci ha spinti a vincere altrove. Abbiamo perso un leader del movimento, un collega e un amico, onoreremo la sua vita continuando la sua lotta per un mondo migliore’, ha concluso Taylor.

Tre anni fa, la Corte Suprema degli Usa aveva dichiarato l’incostituzionalità delle leggi statali che impediscono alle persone dello stesso sesso di sposarsi. I giudici avevano rimarcato che tali divieti violano il Quattordicesimo emendamento della Costituzione americana, quello sull’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge.

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