Cronaca

Avvocato perseguitato dai vigili: il caso di Michele Scola

avvocato-vigili-sanzione-torinoMichele Scola, avvocato torinese, dice di essere stato vittima di una ‘spedizione punitiva’ dei vigili urbani. L’uomo ha postato sui social una foto che la dice tutta su una storia avvenuta  di recente, commentando in materia dettagliata quello che gli è accaduto. Venerdì scorso, dopo essere uscito dalla sua abitazione insieme al figlio, il legale si è imbattuto in 3 agenti della Polizia municipale, che gli hanno detto: ‘Favorisca i documenti, suoi e dello scooter’. Secondo Scola non si è trattato di un normale controllo. Qualcuno lo ha preso di mira.

Casco non omologato?

Attraverso un lungo post pubblicato su Facebook, che ha ricevuto un ‘fiume’ di commenti e condivisioni, l’avvocato Michele Scola ha raccontato per filo e per segno la vicenda di cui è protagonista: ‘Giovedì ho portato mio figlio di cinque anni a scuola, come (quasi) tutte le mattine, in scooter. C’era un vigile che con la sua moto bloccava l’ingresso alla strada della scuola. Parcheggio a un metro da lui, scendo e vengo redarguito perché mi dice che il casco del bambino non è omologato. Gli spiego che è omologato, tolgo il casco a mio figlio, gli faccio vedere l’omologazione, ma continua a dirmi con tono molto duro e trattandomi piuttosto male che non lo è…’.

L’avvocato Scola ha sottolineato che il figlio aveva avuto paura. Quei vigili lo avevano spaventato. Il legale, allora, ha fatto finta di niente e si è allontanato. La vicenda, però, non si è chiusa. Il giorno dopo il legale si è nuovamente imbattuto, davanti alla sua abitazione, nei 3 vigili urbani. Questi hanno controllato i documenti dello scooter, constatando che la revisione era scaduta. Il legale ha così rimediato una sanzione salata.

Tanti commenti

“Hanno palesemente cercato di farmi perdere la lucidità. Chiedo se sia costume accettabile che due agenti si sottraggano al loro dovere per permettere ad un collega di organizzare quella che non ho paura a definire una vera e propria spedizione punitiva contro un cittadino che, ripeto, non ha fatto nulla. Se sia questo lo spirito di corpo’”, ha scritto l’avvocato nel suo lungo post. Tra coloro che hanno rilasciato commenti c’è Vittorio Bertola, ex consigliere: ‘Non è affatto la prima segnalazione di atteggiamenti simili da parte di alcuni vigili torinesi’.

Un caso aperto, che ha scatenato tante discussioni. A dire la sua è intervenuto anche l’assessore alla Sicurezza, Roberto Finardi, che ha cercato di difendere l’operato dei vigili: ‘Partiamo dai fatti e dalle certezze: il bambino dell’avvocato stava viaggiando a bordo di uno scooter senza revisione, posizionato sul predellino anteriore e non sul sedile, come invece sarebbe stato opportuno per ragioni di sicurezza. Questo è quanto accertato e non è di poco conto anzi, direi, di assoluto rilievo perché parliamo di bambini e di sicurezza stradale’.

Relativamente all’atteggiamento degli agenti, Finardi ha precisato che ‘sarà oggetto di nostre verifiche e anche di un giudice. Ritengo sia un bene che una parte terza valuti e decida sui comportamenti tenuti da tutte le persone coinvolte. Aggiungo che nei commenti al post dell’avvocato si può leggere di tutto, cose forse anche oltre il limite del lecito, e pure su questo e, naturalmente, sugli autori dei post a commento il giudice sarà chiamato a valutare’.

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