Baristi lo scambiano per vu cumprà, poi si scusano offrendogli un caffè

By | 3 marzo 2018

palermo-said-yacoub-razzismo-barIl loro atteggiamento razzista lo aveva fatto indignare. Poi, hanno capito di aver sbagliato e gli hanno offerto un caffè. Lui, però, lo ha rifiutato. Forse questa storia non sarebbe mai balzata agli onori delle cronache se Said Yacoub, un giovane originario del Camerun che vive da diversi anni in Sicilia, non l’avesse raccontata al Gazzettino di Sicilia. Said, ragazzo di colore, è stato allontanato da un bar chic di Palermo, frequentato spesso da persone eleganti e facoltose.

Said vive in Sicilia da 7 anni

‘Confermo, si sono scusati per quanto accaduto all’interno del bar, volevano offrirmi il caffè, ma io ho rifiutato’, ha rivelato Said, che vive da 7 anni in Sicilia, di cui 4 a Palermo. Il ragazzo originario del Camerun non ha tollerato l’atteggiamento razzista dei baristi e non ha accettato il caffè, segno della riconciliazione. Il giovane non si sarebbe mai aspettato di essere trattato così per il suo colore della pelle. Lui ama Palermo, dove vive e studia (frequenta la facoltà universitaria di Scienze del Turismo) ed è un grande tifoso della squadra della città. In passato ha anche fatto un provino nella Primavera ma non è riuscito a passarlo.

‘Non è mai giusto generalizzare’

Nonostante la cacciata dal bar, i titolari hanno rimediato rapidamente alla scortesi offrendo un caffè al ragazzo del Camerun. ‘Il personale del bar è stato molto cortese, si sono scusati più volte. Il punto è che sono convinto che episodi come questo vadano raccontati comunque, per non lasciare che accada ancora. La cosa che mi ha fatto male è il messaggio che passa: se mi giudichi dal colore della pelle, quale esso sia, significa che chiunque non sia italiano è un potenziale mendicante. È come se domani in Camerun, dove sono nato io, arrivasse un italiano e venisse tacciato di essere mafioso. Non sarebbe giusto allo stesso modo. Non è mai giusto generalizzare’, ha dichiarato Yacoub.

La replica del gestore del bar

Il ragazzo di colore non avrebbe mai sventagliare la sua storia ma ha deciso che segnalare è l’unico modo per evitare che episodi simili accadano in futuro. Said ha quindi postato su Facebook, corredato dalla foto dello scontrino del bar razzista. Il post inizia con queste parole rancorose: ‘Sono stato cacciato fuori da un bar a Palermo perché sono nero e un nero non si può permettere di sedersi perché secondo il signore tutti i neri sono dei mendicanti che chiedono l’elemosina. Mi sento sdegnato dopo che ho vissuto in questa città per tanti anni e quello che ho fatto per questa città, grazie. Non mi è mai piaciuto scrivere le mie cose su Facebook, ma vorrei approfittare di questo momento per denunciare un atto di discriminazione razziale o il razzismo nei miei confronti e nei confronti di chi subisce e non parla mai è ora di dire basta’.

Il gestore del bar, Giacomo Tarantino, si è detto molto dispiaciuto e ai microfoni dell’AdnKronos ha detto: ‘Il cameriere ha fatto allontanare il ragazzo nero perché pensava che fosse un mendicante, o un vu cumprà che voleva vendere della merce ai clienti. Solo dopo abbiamo capito che era un cliente. Siamo davvero dispiaciuti per questa vicenda. Forse il ragazzo che serve ai tavoli si è espresso male, lo ha scambiato sicuramente per un venditore di cianfrusaglie. Ma niente di che. Non ha mica alzato la voce. Lo ha semplicemente invitato ad allontanarsi, ma non perché è nero. Sia chiaro. Non c’è niente di tutto questo. Siamo davvero molto dispiaciuti, invito chiunque a venire al bar per vedere come siamo, sempre gentili con tutti. Non siamo razzisti, lo ribadisco. Solo che a volte capitano cose sgradevoli, sono vicende che si possono evitare, ma purtroppo ormai è successo’.

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