Bengalese riceve casa popolare a Tor Bella Monaca: il branco lo massacra

By | 1 luglio 2017

Tor Bella Monaca, bengalese cerca alloggio popolare: aggredito dal brancoL’unica colpa di Howlader Dulal, bengalese che vive in Italia da 26 anni, è stata quella di aver ottenuto una casa popolare a Tor Bella Monaca, quartiere periferico di Roma. L’immigrato è onesto e, grazie a tanto lavoro e sudore ha conquistato la fiducia di molti italiani, anche quella del Comune, che gli ha assegnato un alloggio popolare. Howlader ha problemi al cuore ed ha un figlio invalido. Il primogenito, invece, studia Ingegneria all’università. Lunedì scorso il bengalese voleva recarsi a vedere la casa popolare che gli era stata assegnata, dove avrebbe dovuto trascorrere la sua vecchiaia, insieme ai suoi cari. Dopo aver chiesto a quattro ragazzi, tra i 20 e i 25 anni, dove si trovava Largo Ferruccio Mengaroni, il 56enne è stato preso a calci e pugni. Il branco ha anche strappato la documentazione relativa all’assegnazione dell’alloggio, ricevuta dal Comune, che l’uomo aveva in mano.

Howlader non vuole più vivere in quell’alloggio popolare

‘Qui non c’è posto per te, lascia stare le case popolari’, avrebbero detto i quattro ragazzi di Tor Bella Monaca al bengalese che cercava il suo nuovo alloggio popolare. Quei giovani hanno offeso e massacrato Howlader, che non dimenticherà mai quella brutta esperienza. L’immigrato ha subito parlato con il suo avvocato, Paolo Palma, a cui ha detto che non vuole più vivere in quell’alloggio, in quel quartiere, perché adesso ha paura. Una rabbia, quella dei quattro ragazzi di Tor Bella Monaca, derivante dal fatto che quell’immigrato si era aggiudicato un alloggio popolare. Sono tanti, purtroppo, giovani e adulti italiani a Tor Bella Monaca che non hanno mai ottenuto una casa popolare. L’iter burocratico per ottenere un alloggio è lungo e snervante. ‘Meglio lasciar perdere’, pensano molti, meglio ‘imbucarsi’, meglio ‘occupare’. Questo disagio, però, non deve compromettere l’incolumità e i diritti degli stranieri onesti e corretti che vengono in Italia per lavorare. Stranieri come Howlader, che fa il lavapiatti da quasi 30 anni in Italia. Una vita piena di sacrifici, perché non è facile, per quattro persone, di cui una disabile, vivere in un appartamento di 40 mq.

Il branco di ‘Tor Bella’

Il branco, a ‘Tor Bella’, ha capito che il bengalese aveva ottenuto una casa popolare ed ha voluto sfogare la sua frustrazione su di lui. Prima sono partite le offese, poi calci e pugni. A salvare Howlader sono state diverse persone che avevano assistito alla scena. Gli operatori sanitari sono arrivati in men che non si dica a Tor Bella Monaca, quartiere ‘difficile’ ma ben collegato, con due ospedali a pochi chilometri, la linea C della metropolitana a pochi metri e due ospedali (tra cui il Policlinico ‘Tor Vergata’) nelle vicinanze. Il bengalese ha sporto una denuncia per lesioni aggravate dalla matrice razziale. Quei ragazzi non avrebbero agito probabilmente così se al posto del 56enne Dulal ci fosse stato un italiano. Ma questa è un’altra storia. Quello che ci preme sottolineare è l’insoddisfazione, la rabbia e la desolazione che regnano nelle periferie delle grandi città italiane. Di chi è la colpa? Della gente che ci abita? O forse gli amministratori locali e nazionali, i politici e chi di dovere dovrebbero riflettere un po’?

Howlader otterrà presto un nuovo alloggio popolare in un’altra zona di Roma ma la prossima volta, per visionarlo, si farà accompagnare da un ufficiale giudiziario.

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