Bimba Di Tre Anni Del Calambrone Uccisa A Picconate? Il tragico scenario di violenze silenti

By | 28 aprile 2016
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Una baracca fatiscente, priva di gas o luce elettica, scalcinata e malsana, il luogo in cui era costretta a crescere la bimba di tre anni, trovata morta, la scorsa notte, dagli enti di Polizia locale. La chiamata disperata al 118 da parte della madre dominicana e, poi, la consapevolezza che, per quella bimba di tre anni, nata solo col desiderio di crescere in pace e felice, non v’era più nulla da fare. Corpo riverso sul pavimento ed evidenti ecchimosi su tutto il corpo. In tal modo l’hanno trovata i Paramedici all’arrivo nell’ex pizzeria del Calambrone, sul litorale, che la domenicana, ormai divorziata, ed il suo nuovo convivente, il serbo A. Krstic, avevano adibito a fatiscente dimora, nascosta come le botte che la donna taceva ad anima viva. Solo, adesso, dopo la tragedia la madre parla, in preda allo sconforto, di violenze ripetute su di lei e sulla piccola, mai ricoverata prima in ospedale. L’uomo rigetta ogni accusa, ma il corpo della piccola parla. Parla di maltrattamenti, abusi e percosse e, forse, di una morte violenta. Una morte che potrebbe esser avvenuta a picconate.

Divorziare e poi trasferirsi in un luogo non abitabile con un uomo serbo conosciuto in chat, questa la scelta della madre della piccola deceduta la scorsa notte. Una scelta legata a quella di tacere le violenze domestiche, forse per vergogna, forse per paura. Quel silenzio, tragico e pesante, lo scenario nel quale si compie la tragedia, nel quale una piccola vita viene spezzata. Il serbo rigetta ogni accusa e, sottoposto ad interrogatorio, nega ogni forma di violenza in famiglia. Sarà l’autopsia a determinare la cause precise del decesso della bambina, tra lo sconcerto di una comunità che si chiede come una madre possa decidere di lasciare sua figlia in balia della trasandatezza, come può non accorgersi delle conseguenze pesanti a cui può portare una violenza continua. La violenza si può solo denunciare, per non cadere in disgrazia. 

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