Cronaca

Bimbo cade in piscina e muore per arresto cardiaco

Arezzo, bimbo morto dopo caduta in piscinaGiornata tragica, quella odierna, ad Arezzo. Un bimbo di sei anni è caduto in una piscina ed è morto dopo il trasporto in ospedale. Sembra che il decesso sia attribuibile a un arresto cardiaco derivante da una congestione. Erano stati proprio i genitori della vittima ad allertare il personale sanitario, subito accorso insieme ai poliziotti. Gli operatori sanitari hanno constatato la gravità delle condizioni del piccolo e l’hanno trasportato, mediante l’elicottero, all’ospedale pediatrico Meyer. Quando è arrivato al nosocomio, però, il bimbo era già spirato. Numerose le manovre di rianimazione che, però, non si sono rivelate provvidenziali. Un altro bimbo morto a causa di un incidente che, forse, si poteva evitare.

Inutile l’intervento degli operatori del 118

Dramma in una struttura privata a San Zeno. Un bambino di sei anni avrebbe avuto una congestione in piscina e, successivamente, sarebbe stato colpito da un arresto cardiaco. I genitori, impauriti, hanno eseguito le manovre per rianimarlo, seguendo i consigli degli operatori del centralino del 118, ma nulla si è rivelato utile a salvargli la vita, neanche il tempestivo intervento del personale sanitario. Il minore è arrivato morto all’ospedale pediatrico Meyer. Giornata luttuosa ad Arezzo. Doveva essere una giornata lieta, invece, per il bimbo e i suoi genitori, che si stavano rilassando nella struttura di San Zeno. Secondo le ultime informazioni, neanche le manovre di rianimazione degli operatori sanitari si sono rivelate efficaci. Il piccolo non avrebbe mai mostrato segni di ripresa.

I poliziotti sono arrivati nella villa privata dove, oggi, è avvenuta una tragedia. Gli agenti stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente. L’ipotesi più accreditata è quella dell’arresto cardiaco, anche se non è escluso nulla fino alla conclusione dell’esame autoptico, che verrà effettuato nelle prossime ore sul cadavere del piccolo. I genitori hanno rivelato agli inquirenti che il figlioletto non aveva mai avuto problemi di salute. Tutto è stato provato per sottrarre alla morte il bimbo toscano: respirazione bocca a bocca, massaggi cardiaci e complesse procedure rianimatorie. Niente. La morte è arrivata, con la sua falce, oggi ad Arezzo. Una giornata veramente terribile. Mai il padre e la madre del bambino dimenticheranno il 27 maggio 2017.

Piscina insidiosa per i piccoli

L’episodio avvenuto nelle ultime ore ad Arezzo ricorda che bisogna fare molta attenzione ai bimbi che si trovano nelle vicinanze di una piscina. Bastano pochi secondi, infatti, per annegare. Ogni genitore dovrebbe insegnare ai propri figli, sin dalla tenera età, come restare a galla ed evitare di annegare sia in piscina che al mare. Basterebbe, ad esempio, indicare ai piccoli come si sta a galla nell’acqua con la faccia verso il cielo, così da agevolare la respirazione. L’anno scorso destò scalpore il video postato da due genitori americani ritraente una bimba piccola in piscina, impaurita, che impara a nuotare da sola, grazie al timore. Sì perché, come si nota dal filmato, il padre e la madre della piccola erano rimasti inerti nonostante la figlioletta mostrasse serie difficoltà a restare a galla. Un’educazione estremamente rigida. Alla fine la piccola era riuscita a  stare a galla ma la paura provata era stata indubbiamente tanta.

 

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