Bimbo morto per soffocamento a San Felice a Cancello

By | 6 ottobre 2016

Dramma a San Felice a Cancello, in provincia di Caserta. Un bimbo di 2 anni stava mangiando pasta e piselli ma un boccone gli è costato la vita. I nonni hanno iniziato ad urlare ed hanno avvisato gli operatori del 118. Dopo il ricovero in ospedale, i medici hanno tentato di rianimare il piccolo ma ogni manovra è stata inutile. Il minore era già morto per soffocamento.

I medici non sono riusciti a salvare il piccolo

Un’altra tragedia che probabilmente si sarebbe potuta evitare se i familiari della vittima avessero saputo effettuare manovre di disostruzione delle vie aeree. Secondo le prime indiscrezioni, il bimbo stava mangiando in casa dei nonni, nello stesso stabile dove vivono i genitori, quando, all’improvviso, un boccone gli ha ostruito le vie aeree. Le grida dei nonni hanno richiamato l’attenzione dei genitori del minore, che si sono subito precipitati nell’abitazione degli anziani. Il piccolo non riusciva più a respirare. Il personale del 118 è arrivato in men che non si dica nella casa di San Felice a Cancello, caricando il bimbo sull’ambulanza. I medici del nosocomio casertano, però, non sono riusciti a salvare il bimbo. Sulla vicenda stanno facendo luce i carabinieri di Maddaloni (Caserta). La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha già disposto l’esame autoptico sul cadavere del bimbo per individuare le cause della morte.

Non è la prima volta che, in Italia, un bimbo muore per soffocamento. Episodi del genere fanno riflettere sull’importanza di saper intervenire prontamente e disostruire correttamente le vie aeree. I genitori e i parenti dei minori dovrebbero frequentare corsi ad hoc organizzati solitamente presso scuole ed Aziende sanitarie locali.

L’importanza delle manovre disostruttive

L’Istat ha reso noto che il 27% dei decessi classificati come accidentali tra i bambini tra i 0 e i 4 anni accade per il soffocamento derivante dall’ingestione di alimenti o corpi estranei. E’ importante, dunque, saper effettuare manovre disostruttive per salvare la vita dei piccoli. I fatti di cronaca rendono bene la gravità del problema. Il soffocamento dovuto all’ingestione di cose o cibo in casa o a scuola è una problematica che, purtroppo, ha fatto molte vittime. Molti bimbi potevano sopravvivere se avessero avuto vicino soggetti in grado di compiere manovre disostruttive.

Sono anni che la Croce Rossa Italiana promuove campagne per far apprendere alle famiglie le manovre disostruttorie, decisive quando un bimbo ingoia un boccone grande o un corpo estraneo. Generalmente, in casa o a scuola, l’incapacità e la paura degli adulti sono fattori che favoriscono un tragico epilogo della vicenda. I tipici sintomi del soffocamento da non trascurare sono l’incapacità a parlare, urlare e piangere e il viso paonazzo (segno di scarsa ossigenazione). In questi casi bisogna intervenire immediatamente perché indugiare può rivelarsi fatale. Non bisogna, invece, dare colpi sulla schiena al piccolo, in quanto si potrebbe peggiorare la situazione.

A diffondere dati sul soffocamento dei bimbi è stato anche il Ministero della Salute, secondo cui oltre il 70% degli incidenti che occorrono ai bimbi under 3 si verifica a tavola. I genitori, dunque, devono imparare a tagliare bene i cibi che dovranno essere consumati dai piccoli per evitare il rischio di soffocamento. Ci sono cibi che più degli altri possono rivelarsi particolarmente pericolosi, come nespole, prosciutto crudo, wurstel, carote, mozzarella e albicocche.

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