Blue Whale: nuovo caso a Catania

By | 6 giugno 2017

Blue Whale, caso a CataniaNuovo caso di Blue Whale in Italia. Stavolta siamo a Catania, dove una 16enne è stata salvata da un’amica. L’adolescente era finita nella rete del gioco dei suicidi e, probabilmente, non avrebbe fatto un fine buona se non fosse intervenuta un’altra ragazza in suo aiuto. Le indagini della Polizia postale del capoluogo siciliano sono partite proprio dopo la segnalazione dell’amica della giovane finita nella trappola del Blue Whale.

Polizia postale ha trovato il ‘curatore’

I poliziotti catanesi, dopo aver ricevuto la segnalazione, hanno contattato i genitori della 16enne, sequestrando il suo smartphone. Gli agenti hanno scoperto che l’adolescente era effettivamente entrata nella cerchia del Blue Whale, il passatempo della morte. Molti messaggi avrebbero ricordato alla ragazzina che non si sarebbe potuta ritirare e che avrebbe dovuto superare l’ultima prova, ovvero lanciarsi dall’ultimo piano di un edificio alto. Gli agenti, dopo innumerevoli indagini, sono riusciti a scovare il ‘curatore’ della ragazzina siciliana, ovvero colui che la soggiogava e la stava conducendo verso la morte. Si tratta di un 16enne di Cosenza, nei cui confronti è stato emesso un decreto di perquisizione locale e informatica. La Procura per i minorenni di Catania vuole fare luce su questa vicenda inquietante. La Polizia postale ha anche sequestrato tutti gli apparecchi in possesso del 16enne e vuole scoprire se questo sta plagiando anche altre persone.

Blue Whale, o meglio gioco che istiga al suicidio. Qualunque sia il modo in cui lo si vuole chiamare, tale passatempo è altamente pericoloso e va contrastato in ogni modo. Purtroppo, il ‘gioco dei suicidi’ ha già mietuto molte vittime nel mondo. Agghiaccianti, senza dubbio, frasi come ‘Ora non puoi tirarti più indietro’, ‘Sei entrata nel Blue Whale’ o ‘L’ultima prova da superare è buttarti da un edificio alto’, lette dai poliziotti sul cellulare della 16enne di Catania. Quelle parole erano state scritte dal ragazzino di Cosenza che, interpellato dagli agenti, ha ammesso di essere entrato nel giro del Blue Whale mediante Instagram.

Tante segnalazioni dopo il servizio de ‘Le Iene’

Il Blue Whale è arrivato, dunque, anche in Sicilia. Adesso la Questura di Catania, per arginare il ‘gioco dei suicidi’ ha deciso di collaborare con l’Asp, l’Ufficio scolastico e la Procura. Il dirigente della Polizia postale di Catania, Marcello La Bella, ha affermato che, dopo l’allarmante servizio de ‘Le Iene’, sono arrivate molte segnalazioni di presunti casi di Blue Whale. Gli inquirenti ricordano che, anche in questo caso, sono determinanti i genitori e gli insegnanti delle presunte ‘vittime’ del passatempo della morte fondato su 50 regole: l’ultima è quella del lancio da un edificio altissimo. Genitori ed educatori devono monitorare attentamente il comportamento dei piccoli.

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Non possono non far riflettere le parole dette recentemente da Aiello, della Procura dei minorenni: ‘Quanto sta accadendo è un campanello d’allarme sul disagio minorile in questa epoca’. In questo momento, scuola, famiglie, forze dell’ordine e istituzioni devono fare rete contro il Blue Whale. Non è un caso che sul sito web della Polizia sia stata dedicata una sezione al gioco dei suicidi, uno spazio per riconoscerlo e contrastarlo. Uno dei tipici segni ‘dell’affiliazione’ al Blue Whale sono le lesioni sulle braccia.

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