Bodybuilder Giovanni Racano morto per sostanze dopanti: 4 arresti

By | 28 settembre 2017

Body building, arrestate 4 persone per il decesso di Giovanni RacanoBody building e sostanze dopanti. Un binomio che ricorre spesso e su cui sarebbe opportuno dirigere i riflettori con maggior frequenza.Tra le vittime delle sostanze dopanti c’è anche Giovanni Racano, bodybuilder di Foggia morto l’anno scorso. Il papà di Giovanni, nonostante la disperazione, spera che altri sportivi non facciano la fine del figlio e, per tale ragione, ha sporto denuncia. Le forze dell’ordine, dopo la denuncia del papà di Racano, hanno iniziato ad indagare e, nelle ultime ore, sono arrivati i primi arresti. 4 persone sono finite ai domiciliari per commercio di sostanze dopanti. Riportiamo i nomi dei soggetti beccati dagli uomini della Guardia di finanza durante l’operazione ribattezzata ‘Spartacus’: Domenico Bruno, Gianfranco Abazia, Maurizio Caricchia e Jonata Rinaldi. Giovanni Racano aveva probabilmente acquistato sostanze dopanti da uno dei suddetti soggetti, accusando poi un malore. La morte all’ospedale San Paolo di Bari, il 17 aprile 2016. I finanzieri sono stati aiutati nelle indagini dagli agenti della Squadra mobile. Nel mirino degli inquirenti erano finiti il preparatore atletico del bodybuilder foggiano ed altri soggetti che ruotavano attorno al mondo del body building, in Puglia.

I locali dove venivano nascosti gli anabolizzanti

Durante l’operazione ‘Spartacus’ gli investigatori hanno scoperto luoghi dove gli arrestati nascondevano le sostanze dopanti che poi vendevano. Importanti per gli inquirenti anche le intercettazioni telefoniche e ambientali. In via Polare è stato scoperto un edificio dove venivano spacciati e assunti gli anabolizzanti. Un luogo dunque frequentato da molti amanti del body building. A giugno dell’anno scorso, finanzieri e poliziotti, avevano trovato molte sostanze dopanti in due palestre in provincia di Cosenza, luoghi dove probabilmente si riforniva uno degli arrestati. Il proprietario delle palestre era stato arrestato.

Gli inquirenti, dopo aver monitorato a lungo e scrupolosamente l’attività di Carricchia, sono riusciti ad arrivare in un box foggiano, in via Ruggiero Grieco. All’interno del locale erano state nascoste tante confezioni di sostanze dopanti. Pedinato dalle forze dell’ordine anche Bruno. Ebbene, anche questo occultava in un locale di proprietà del padre un ingente quantitativo di anabolizzanti. Durante l’operazione ‘Spartacus’, finanzieri e poliziotti hanno sequestrato più di 1.500 confezioni di sostanze dopanti di provenienza illecita.

Body building macchiato dall’abuso di sostanze dopanti

Tanti sportivi usano sostanze dopanti per migliorare le proprie performance fisiche. Vero che è che quando si parla di anabolizzanti viene in mente subito il body building. Negli ultimi anni sono stati beccati molti bodybuilder che avevano assunto sostanze fuorilegge. Qualche mese fa, ad esempio, destò scalpore il caso di Giuseppe Ippolito, un 23enne di Siracusa che, pur di diventare campione italiano di body building, aveva assunto 14 sostanze dopanti, tra cui steroidi per uso veterinario e diuretici per il trattamento dell’ipertensione.

Nonostante tutte le sostanze proibite assunte, Ippolito non era riuscito, lo scorso luglio, a Roma, a diventare campione italiano di body building, ottenendo comunque il quarto posto. Lui, però, voleva la vittoria. Lo sportivo aveva espresso la sua rabbia sui social: ‘La miglior forma di sempre premiata solo col quarto posto. Non è da me lamentarmi ma mi permetto di dire che meritavo qualcosina in più’. Il body builder siracusano non sarà arrivato primo ma probabilmente otterrà una lunga squalifica.

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