Bolla d’aria nel cranio causa ictus a un anziano irlandese

By | 19 marzo 2018

bolla-aria-cranio-irlandaUn 84enne irlandese aveva sempre goduto di buona salute ma all’improvviso aveva iniziato ad avvertire una certa debolezza al braccio sinistro e problemi di equilibrio. Non riusciva più a camminare correttamente ed era caduto diverse volte. Preoccupato per tali sintomi, l’anziano si era recato al Pronto soccorso. I medici lo hanno sottoposto a innumerevoli esami e, alla fine, sono rimasti sconvolti. L’84enne una grossa bolla d’aria nel cranio che comprimeva una parte del cervello.

Sacca d’aria di 9 cm

‘Ci siamo subito resi conto che c’era qualcosa di molto anomalo nelle immagini, anche prima che il nostro team di specialisti in radiologia ci avesse fornito il rapporto formale’, ha spiegato in una e-mail la dottoressa Finlay Brown, tirocinante di medicina generale a Belfast, che in quel momento si trovava in ospedale. La Brown e il collega Djamil Vahidassr hanno spiegato il caso in un articolo pubblicato a febbraio su BMJ Case Reports. Nell’articolo viene evidenziato che un uomo 84enne si era recato al Pronto soccorso dopo aver lamentato cadute ricorrenti e mancanza di forza al braccio sinistro. Prima di allora, l’irlandese era stato sempre bene, anche perché non beveva, non fumava e svolgeva attività fisica regolarmente. I problemi di salute, dunque, erano dovuti a una sacca d’aria di 9 centimetri nel suo lobo frontale destro, che, nella scansione, appariva come una grande area nera.

Il disturbo dell’anziano irlandese era conseguenza di un osteoma etmoidale, ovvero una crescita ossea, lenta e progressiva nel suo seno. Alla fine era arrivata alla cavità cranica dell’anziano. “Aveva formato un effetto ‘valvola unidirezionale’ che avrebbe permesso all’aria di penetrare nel cranio ma non era in grado di uscire. Ciò ha causato un accumulo di aria sotto pressione insidiosa per mesi o anni”, ha spiegato la ricercatrice irlandese. L’aria è riuscita ad accedere nel cranio del signore irlandese attraverso il seno e quindi è rimasta intrappolata lì. Nel caso in questione, il personale sanitario ha scoperto che ‘non c’era confusione, debolezza facciale, disturbi visivi o del linguaggio… Era comunque in forma, stava bene, era indipendente nelle attività fisiche della vita quotidiana e viveva a casa con sua moglie e due figli. Non era un fumatore e beveva alcol raramente’. Dagli esami del sangue sono emersi valori normali, così come quelli della capacità di linguaggio, di movimento oculare e di deglutizione. Solo dopo le scansioni TC e MRI i medici erano riusciti a scoprire la grande massa d’aria pressurizzata nel cervello dell’anziano, denominata pneumatocele.

Bolla d’aria comprimeva il cervello

Finlay Brown, medico abile dell’agenzia di formazione medica e dentistica dell’Irlanda del Nord, ha esaminato le scansioni dell’84enne ed ha parlato di un caso raro e difficile. ‘Solitamente, tali sacche d’aria sono state viste – su scala minore – in coloro che sono stati sottoposti a chirurgia cerebrale. Ma l’uomo no. Secondo gli specialisti, sembra che stesse progredendo insidiosamente da mesi o addirittura anni’, ha detto la Brown durante intervista al Washington Post. ‘Quando il paziente annusava, starnutiva e tossiva, molto probabilmente spingeva piccole quantità d’aria nella sua testa’, ha aggiunto l’esperta. Man mano che l’aria entrava nel cranio, il cervello veniva pressato. La bolla d’aria, in poche parole, stava spingendo e comprimendo il cervello. Gli studiosi sostengono che, proprio per tale motivo, l’anziano sarebbe stato colpito da tanti mini ictus.

‘In teoria, se la cavità pressurizzata fosse sollevata, il cervello tornerebbe nella sua posizione normale’, ha detto la Brown. I medici hanno subito sottoposto l’anziano a una terapia specifica per ridurre il rischio di nuovi ictus. All’84enne sarebbe stato anche proposto un intervento chirurgico per decomprimere la sacca d’aria e per rimuovere la crescita ossea dal suo seno. Lui, dopo essersi consultato con i suoi familiari e dopo aver valutato a fondo i rischi dell’intervento, si è rifiutato di farsi operare. Dopo la terapia per la prevenzione dell’ictus secondario, i medici hanno dimesso l’anziano, che è potuto tornare a casa, insieme ai suoi cari. In occasione del controllo, 3 mesi dopo, non c’era più traccia della debolezza al braccio sinistro. L’anziano adesso sta bene.‘Era molto migliorato’, ha affermato la Brown. L’anziano tuttavia ha ancora una zona vuota nel cranio. I sanitari irlandesi hanno asserito che il caso illustra la necessità di utilizzare l’imaging nelle valutazioni iniziali dei sintomi neurologici, anche quando le avvisaglie sembrano di routine.

Com’è possibile tutto ciò? Come può formarsi una bolla d’aria nel cranio di una persona? Quella zona del cranio non dovrebbe essere chiusa ermeticamente? Generalmente sì, ma in rari casi, ad esempio dopo un intervento chirurgico, un infortunio, colpi tosse o starnuti, si può generare un buco nel cranio che permette all’aria di entrare ed occupare un’ampia area. Bolle d’aria potrebbero registrarsi in qualsiasi parte del corpo, non solo nel cranio. Bisogna temere dunque quando si starnutisce o tossisce? Certamente no, visto che episodi del genere sono estremamente rari.

L’osteoma

Fonte dei problemi dell’anziano irlandese era anche un osteoma, ovvero un cancro benigno, spesso piccolo, che si presenta con lo sviluppo anomalo di tessuti ed ossa attigui. L’osteoma colpisce prevalentemente bimbi e adolescenti ma non è escluso che possa bersagliare anche soggetti attempati. La maggioranza dei casi di osteoma si registra sulle ossa di piedi e mani o su quelle lunghe. Il tipico e più frequente sintomo dell’osteoma è il dolore. Il paziente soffre molto. La sua pelle, inoltre, può arrossarsi e diventare calda. Possono presentarsi anche tumefazioni. Se la patologia concerne la colonna vertebrale, possono comparire anche rigidità e dolore. Non si conoscono, ad oggi, le cause dell’osteoma. Attualmente possiamo dire che la maggior parte dei pazienti guariti ha potuto svolgere una vita normale, senza limitazioni per ciò che concerne l’esercizio fisico.

La bolla d’aria nel cranio del paziente irlandese va distinta dalle bolle d’aria che si possono formare all’interno dei vasi sanguigni, ovvero le embolie gassose arteriose. Quest’ultime sono tra le principali cause di morte dei sub, ossia di chi pratica spesso immersioni. Un’embolia gassosa arteriosa colpisce in genere quando si resta senza aria durante le immersioni subacquee o si riemerge in fretta, trattenendo il fiato fino a che non si riaffiora. Quando la bolla d’aria si forma in un’arteria impedisce al sangue di raggiungere una determinata zona del corpo.

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