Bologna, madre muore: figlia vuole ibernarla

By | 13 agosto 2017
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Vuole ibernare madre morta: russa litiga con sorellaLitigio, a Bologna, tra due donne russe. Il ‘casus belli’ è alquanto insolito: l’ibernazione della madre morta. Una delle figlie, infatti, voleva ibernare la madre; l’altra considerava invece migliore la cremazione. I carabinieri, lo scorso 11 agosto 2017, sono dovuti accorrere in una via di Bologna perché le due russe si erano messe a litigare animatamente a causa dell’ibernazione della madre. Erano stati alcuni passanti, preoccupati, a chiamare i militari. In Russia ha sede l’unica società europea che iberna i morti. Sembra che ibernare i defunti sia una consuetudine in molte zone russe. I carabinieri di Bologna si erano recati rapidamente nella casa delle due donne, notando la salma con diverse sacche di ghiaccio attorno. Il corpo esanime è stato trasferito immediatamente al Dos, dove è accorsa la figlia della defunta (quella favorevole all’ibernazione) portando varie borse di ghiaccio.

Presto la salma verrà trasferita in Russia

Il pm e i militari bolognesi si sono mostrati rispettosi delle tradizioni altrui ed hanno permesso alla russa di porre del ghiaccio vicino al cadavere. Presto verrà rilasciato il nulla osta dall’autorità giudiziaria per il trasferimento della salma in Russia e lo svolgimento delle esequie. A noi italiani sembra strano, ma in Russia è quasi normale ibernare esseri umani e animali, anche in vita. C’è chi, affetto da gravi ed incurabili malattie, decide di farsi ibernare per assicurarsi, in un certo senso, la vita eterna.

Il caso KriosRus: azienda che iberna uomini e animali

KrioRus è una ditta russa, con sede a Mosca, che provvede ad ibernare animali e uomini in grosse vasche riempite di azoto. Il Financial Times, l’anno scorso, dedicò a tale azienda un interessante reportage, parlando del fenomeno della ricerca a tutti i costi della ‘vita eterna’. KrioRus congela animali e uomini colpiti da gravi patologie, che attualmente non possono essere curate. Il decongelamento avverrà quando la scienza e la medicina sapranno dare risposte efficaci, ovvero quando  le malattie potranno essere curate. Tempo fa, tutto ciò rappresentava solo la trama di film di fantascienza.

La giornalista del Financial Times si era avventurata, l’anno scorso, nella fredda e ghiacciata periferia di Mosca, visitando la sede di KrioRus e scoprendo due grosse vasche piene di cervelli, corpi di esseri umani e animali. Uno dei fondatori di KrioKus, Danila Medvedev, aveva spiegato all’autrice del reportage: ‘E’ molto probabile che entro il 2050 i processi tecnologici rianimeranno un cervello umano, o almeno entro il ventunesimo secolo questo avverrà, sempre che non distruggiamo noi stessi’.

Certamente, la figlia della donna russa morta recentemente a Bologna vuole assicurare all’amata madre la prospettiva di una ‘vita eterna’. Sì perché il confine tra eternità e crioconservazione è molto labile.

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