Brasile, ex presidente Lula condannato per corruzione

By | 13 luglio 2017

Brasile, Lula condannato per corruzione e riciclaggio di denaroL’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva è stato condannato a nove anni e sei mesi di reclusione per corruzione e riciclaggio di denaro. Ad emettere il verdetto è stato il giudice federale di Curitiba Sergio Moro, che ha lavorato molto sullo scandalo fondi neri Petrobas, una sorta di Mani Pulite brasiliana. Mai, dall’entrata in vigore della Costituzione brasiliana (1988), un presidente era stato condannato. Lula, insomma, è il primo ex presidente ad essere condannato dal 1988. La condanna è arrivata perché, secondo l’accusa, Lula avrebbe intascato molte tangenti (circa un milione di euro) con cui avrebbe ristrutturato il suo favoloso attico a Guarujà, davanti all’arenile di San Paolo. Soldi derivanti dall’accordo tra OAS, impresa edile, e Petrobas (‘gigante’ statale del petrolio).

Lula ancora il favorito

Doccia gelata per l’ex presidente Lula. La condanna a 9 anni e 6 mesi di reclusione forse ostacolerà la sua corsa alle presidenziali del 2018. Nonostante ciò, sembra che l’ex presidente sia ancora il candidato favorito. Non è ancora detta l’ultima in questa inchiesta, visto che Lula proporrà ricorso. I suoi legali hanno dichiarato: ‘Per oltre tre anni Lula è stato soggetto a un’indagine politicamente motivata. Nessuna prova credibile di colpevolezza è stata prodotta, e schiaccianti prove della sua innocenza palesemente ignorate; quindi sarà presentato ricorso’. Lula prevedeva una condanna e, nei giorni scorsi, aveva detto, riferendosi a un eventuale verdetto a lui sfavorevole, che in Brasile non vale la pena essere persone oneste. Nell’ambito della medesima inchiesta, Lula era stato rinviato a giudizio ben cinque volte. Il pm Sergio Moro, che ha asserito di agire un po’ come il pool Mani Pulite italiano, in particolar modo come l’ex pm Antonio Di Pietro, ha affermato che Lula resterà in libertà, quindi potrà proporre Appello da uomo libero. E’ necessaria una certa cautela in questi casi, e poi la custodia cautelare in carcere di un ex presidenziale potrebbe arrecare degli ‘scossoni’ allo stesso Paese.

Denunciato per corruzione anche Temer

Lula, a prescindere dalla condanna, resta il candidato alle presidenziali del 2018 che gode di maggiori consensi. Il verdetto delle ultime ore, comunque, non fa altro che sottolineare la forte crisi politico-istituzionale presente in Brasile, un disagio politico incrementato di recente anche dalla denuncia per corruzione sporta contro l’attuale presidente Michel Temer. Massima cautela, dunque, in attesa della decisione della Corte d’Appello. Lula ora spera di ribaltare il verdetto di primo grado e correre così da leader alle presidenziali del 2018. Il pm Moro, comunque, è certo della colpevolezza di Lula, ex presidente che avrebbe anche minacciato persone e sfruttato la sua veste politica per ottenere denaro e vantaggi.

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La condanna di Lula è arrivata anche per la confessione rilasciata in Aula da Léo Pinhero, ex presidente della OAS e personaggio molto vicino all’ex presidente. Pinhero, senza giri di parole, ha affermato che il lussuoso appartamento a San Paolo, oggetto della ristrutturazione, era proprio di Lula. Per il pm Moro, il fatto che il crimine ha riguardato un presidente è stato qualcosa di molto negativo: ‘La responsabilità di un presidente è enorme, ed è grande il suo senso di colpa dopo aver commesso crimini’.

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