Il ‘brasiliano’ Battisti non chiede scusa ai parenti delle vittime

By | 14 ottobre 2017

Brasile, Battisti non chiede scusa ai parenti delle vittimeCesare Battisti, ex leader dei Pac (Proletari armati per il comunismo), è stato condannato in Italia per vari omicidi, tra cui quello del gioielliere Torregiani, ma vive da anni in Brasile da uomo libero. A salvarlo era stato un decreto del 2010 dell’allora presidente Lula. Negli ultimi giorni si sta parlando dell’ex terrorista rosso perché era stato beccato al confine con la Bolivia. Era stato dapprima arrestato e poi rimesso in libertà. Il Brasile concederà l’estradizione? Presto per dirlo e l’Italia lo spera. Battisti ormai si sente brasiliano. Vive da tanti anni nella nazione sudamericana, dove si è ricostruito una nuova vita. Cesare, riguardo all’estradizione, è convinto che non verrà concessa. In Italia, nei suoi confronti, c’è solo tanto ‘odio e risentimento’. L’ex leader dei Pac, a distanza di tanti anni da quegli efferati omicidi commessi nel Bel Paese,  non se la sente di chiedere scusa ai parenti delle vittime. ‘Tutte le morti sono deplorevoli ma non c’è motivo che io mi scusi per qualcosa che hanno commesso gli altri’.

L’estradizione

Cesare Battisti non arretra, non chiede scusa e perdono ai familiari di alcune vittime dei Pac. L’ex terrorista rosso dice che non deve scusarsi per fatti commessi da altri. Nel corso di una recente intervista all’Ansa, Battisti ha spiegato il motivo per cui, secondo lui, non verrà estradato in Italia: ‘Nel 2011 il Supremo Tribunale Federale ha riconosciuto la validità del decreto Lula, che rifiutava l’estradizione. Ritengo assolutamente impensabile che la Corte Suprema possa ora rovesciare la propria decisione’.

‘La Russa vorrebbe torturarmi’

Il terrorista 62enne è convinto della sua permanenza in Brasile e del grande odio nei suoi confronti che c’è in Italia: ‘Molti politici, poliziotti, guardie carcerarie ed altri membri dello Stato italiano hanno detto che vorrebbero vedermi morto. Nel 2009 l’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa disse davanti ai giornalisti che avrebbe voluto torturarmi con le sue mani…’.

Cosa farebbe e cosa non farebbe Cesare Battisti se venisse estradato in Italia? Innanzitutto non porterebbe con se la compagna e il figlio, che è nato e cresciuto in Brasile. Allontanare il piccolo da tale nazione significherebbe privarlo della sua cultura e dei suoi affetti.

‘E’ ovvio che in Italia nessuno collegato a me sarebbe al sicuro o comunque ben visto. I miei fratelli sono stati più volte provocati. Alcuni anni fa la Polizia ha arrestato mia sorella e mia cognata’, ha spiegato il criminale italiano.

Se non verrà concessa l’estrazione all’Italia, Cesare Battisti, resterà certamente in Brasile, nazione che, secondo lui, rappresenta l’opposto del Bel Paese. Il Brasile, per Cesare, è un ‘simpatico, fraterno sostenitore’.

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