Bruno Contrada libero: giustizia ottenuta dalla Cassazione

By | 8 luglio 2017

Contrada torna libero: assoluzione della Cassazione‘Lotterò per avere giustizia finché avrò fiato, non mollo. Non mollerò mai. Non posso permettere che io muoia e lasciare ai miei figli e ai miei nipoti un nome infangato’. Queste alcune delle parole proferite dall’ex numero due del Sisde Bruno Contrada, che non ha mai smesso di credere nella giustizia. Alla fine, la giustizia, per lui è arrivata. La Corte di Cassazione ha annullato nelle ultime ore la condanna a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza della Suprema Corte è arrivata dopo il ricorso di Contrada alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che aveva sottolineato la non colpevolezza dell’uomo dei servizi segreti. Bruno, in sostanza, era stato condannato nel 2008, quando il concorso esterno in associazione mafiosa non era ancora ben codificato e delineato.

Contrada: ‘Ho sofferto molto’

Era stata proprio la decisione della Corte europea a far esultare Contrada, a non farlo mollare, a spingerlo a lottare per ottenere giustizia. La Suprema Corte ha così annullato la sentenza della Corte d’Appello di Palermo con cui aveva reputato inammissibile la richiesta dei legali di Contrada di incidente di esecuzione. Tale sentenza di condanna, secondo gli ermellini, è ‘improduttiva di effetti penali’ e ‘ineseguibile’. La Cassazione solleva, dopo tanti anni, Bruno Contrada. Dopo la lettura della sentenza, l’ex membro del Sisde ha detto che, finalmente, dopo 25 anni di dolore, con la consapevolezza di essere innocente e di aver servito onestamente lo Stato e le istituzioni, è arrivata la sua assoluzione: ‘Ho sofferto molto, e molto più di me ha sofferto la mia famiglia’.

Ora Contrada ringrazia tutti i suoi familiari e tutti coloro che gli sono stati sempre accanto in questi anni. Lui dice che ha sempre camminato e camminerà a testa alta perché è sempre stato un corretto servitore della Patria, eseguendo alla perfezione il suo lavoro. Lieto per la decisione della Cassazione anche il legale che difende Contrada, Stefano Giordano, secondo cui la Suprema Corte ha, in modo libero e audace, dato esecuzione alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, allontanando ogni ‘nuvola’ dal cielo della vita di un nobile servitore dello Stato e dei suoi familiari. La storia giudiziaria che vede protagonista Bruno Contrada è lunga e intricata. L’arresto di Bruno, poliziotto a Palermo, risale al 1992. Gli venne addebitato il reato di concorso in associazione mafiosa. In primo grado venne condannato a 10 anni di galera; poi, in Appello, venne assolto. La Cassazione, però, annullò l’assoluzione con rinvio alla Corte d’Appello di Palermo che, nel 2006, confermò la condanna a 10 anni di reclusione. Sentenza che gelò Bruno Contrada, poiché dovette tornare in carcere e scontare la pena.

La decisione della Corte europea dei diritti del’uomo

Fondamentale per la recente assoluzione dell’ex ‘pezzo grosso’ del Sisde è stata la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo cui l’ex poliziotto non avrebbe dovuto essere condannato perché, in quei tempi, il reato contestato non era ‘prevedibile’ e ‘chiaro’. L’avvocato Giordano, dopo mille peripezie e ricorsi, è stato premiato dalla Cassazione, che ha rimesso in libertà il suo noto assistito. Condanna revocata per Contrada, che tra l’altro potrà continuare a percepire la pensione.

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