Bulli la perseguitano: 11enne torna a casa e si suicida col fucile

By | 4 novembre 2017

Bullismo negli Usa, 11enne si suicida in casaQuei bulli, a scuola, la perseguitavano da tempo. Non riusciva più a vivere e così ha deciso di farla finita. Toni Rivers, 11 anni, è tornata a casa, ha preso il fucile e si è sparata con un colpo di fucile in testa. E’ successo in South Carolina, negli Usa. Il bullismo, a quanto pare, non è una piaga che dilania solo l’Italia. Sembra che la ragazzina avesse detto ai bulli che, di lì a poco, si sarebbe suicidata. Toni non ne poteva più di subire abusi ogni volta che entrava nella sua scuola. L’altro giorno è tornata a casa e si è sparata. A ritrovarla, distesa sul pavimento, vicino al fucile, è stata la sorella 14enne, che subito ha chiamato il 911 (numero delle emergenze). La minorenne è stata immediatamente trasportata in ospedale ma è morta dopo 72 ore dal ricovero. Inizialmente, i genitori di Toni avevano pensato a un incidente. Amy Thomas, la mamma della minore suicida, ha raccontato che, in passato, aveva già fatto presente al dirigente scolastico gli episodi di bullismo nella scuola elementare. Nei giorni antecedenti al suicidio, la donna avrebbe telefonato al preside almeno 4 volte.

L’inerzia della scuola verso i bulli

Nonostante le continue sollecitazioni dei genitori di Toni, la scuola americana non aveva fatto nulla contro il bullismo. Quei bulli avevano continuato a vessare la Rivers. Facevano come volevano in quella scuola.

Brandi Rivers-Dixon, la zia di Toni, ha detto che l’11enne era molto energica e combattiva. Non stava mai ferma.

Un’altra zia della piccola suicida, Maria Petersen, ha dichiarato: ‘Ci eravamo recati nella casa di Toni pensando che fosse accaduto un incidente, invece, una volta arrivati, ci eravamo resi conto che la piccola si era uccisa perché angariata dai bulli. Ovviamente siamo devastati in modo incredibile e siamo arrabbiati. Siamo furiosi verso la scuola, che ha distrutto la bimba, questa famiglia e questa comunità’.

La rabbia dei genitori di Toni

Il padre, la madre, i parenti e gli amici di Toni sono tristi e devastati. Un dolore indescrivibile quello che stanno provando adesso due genitori americani. Questi adesso chiedono che i bulli vengano processati e puniti per le loro vergognose azioni.

La scuola frequentata da Toni non ha rilasciato commenti sulla morte della piccola o sulle accuse di bullismo, limitandosi a rilasciare un comunicato: ‘E’ con i cuori pesanti che la famiglia Hampton One piange la perdita di uno dei suoi studenti. La nostra simpatia e le nostre preghiere vanno alla famiglia e agli amici coinvolti in questa tragedia… Crediamo che sia inopportuno commentare questo drammatico episodio’.

Per ora la scuola americana se ne lava le mani. Non commenta. I responsabili e gli insegnanti, però, verranno sentiti dagli investigatori e dai giudici. Perché quei bulli non sono stati fermati? Intanto 6 famiglie hanno acconsentito a rilasciare interviste riguardo al suicidio della piccola Toni. Ovviamente si tratta di genitori con figli che frequentano la stessa scuola della Rivers.

E’ stata aperta, nel frattempo, una pagina GoFundMe per aiutare i genitori dell’11enne a sostenere i costi medici e per il funerale.

Le indagini sono solo all’inizio. La piccola Toni merita giustizia.

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