Cacciato di casa perché gay, Francesco incasserà assegno di mantenimento

By | 6 ottobre 2017

Napoli, gay cacciato di casa ottiene mantenimento dai genitoriTempo fa aveva destato scalpore la storia di Francesco, un ragazzo gay di Napoli che era stato cacciato di casa dei genitori. A suscitare scalpore e dividere l’opinione pubblica era stata la causa dell’allontanamento, ovvero l’orientamento sessuale di Francesco. Questo è omosessuale dichiarato ed ama follemente il suo compagno. Anche quest’ultimo era stato cacciato di casa dai suoi genitori. I due ragazzi si erano ritrovati a vivere praticamente sotto i ponti e solo grazie alla solidarietà di varie persone e associazioni hanno potuto riconquistare un minimo di dignità. Adesso una prima vittoria di Francesco, assistito dall’avvocato Salvatore Simioli, dello sportello legale di Arcigay Napoli. Il legale si è presentato come difensore del giovane nella causa di separazione giudiziale dei genitori, davanti ai giudici di Napoli. ‘Francesco, appena divenuto maggiorenne, è stato messo fuori la porta dalla madre nonostante il tribunale avesse assegnato la casa alla madre quale affidataria dei figli’, ha spiegato l’avvocato Simioli. I membri di Arcigay Napoli hanno detto che i giudici di Napoli hanno riconosciuto che Francesco vive fuori casa per il ‘mancato consenso’ della madre. In sostanza la madre del ragazzo non accetta l’omosessualità del figlio e per questo non lo vuole in casa e non intende farlo stare insieme alla sorella minore.

Ragazzi vittime di discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale

I magistrati del tribunale di Napoli hanno esaminato a fondo il caso di Francesco e, alla fine, gli hanno riconosciuto il diritto di vivere nella casa familiare e un assegno di mantenimento mensile, che dovrà essere versato dai genitori. I giudici, però, non hanno statuito nulla riguardo al rapporto tra il ragazzo gay e la sorella minore. La madre si oppone a un legame affettivo tra Francesco e la figlia per via dell’orientamento sessuale del primo.

Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, è felice per la recente ordinanza che ha riconosciuto un assegno di mantenimento in favore di Francesco, che tra l’altro non ha un lavoro e quindi è privo dei mezzi per vivere: ‘La solerzia con la quale ha agito il nostro Sportello Legale guidato dall’avvocato Simioli e la solidarietà della nostra rete nazionale lgbt (che ha consentito di poter dare accoglienza ai due ragazzi, prima a Napoli e ora a Roma) e la vicinanza delle Istituzioni (a partire dal sindaco di Casoria, Pasquale Fuccio) stanno restituendo lentamente dignità alle vite di due giovani ragazzi vittime di una storia triste e profondamente ingiusta’.

Un piccolo, grande, trionfo per Francesco e tutti i gay vittime di discriminazioni e astio. L’unica colpa di Francesco e del suo fidanzato, Giuseppe, è quella di essere omosessuali e di amarsi. La coppia si era ritrovata, nei mesi scorsi, per strada a causa di un clima omofobo e medievale. A venire incontro ai due ragazzi, di 18 e 22 anni, è stata l’Arcigay di Napoli.

Francesco sempre denigrato dai parenti

‘I miei parenti mi hanno sempre emarginato perché omosessuale, erano loro ad aizzare mia madre contro di me, pensi che certi miei zii mi hanno persino denunciato dopo una lite. Il Comune non ha fatto niente, ancora oggi’, aveva raccontato Francesco nei mesi scorsi, non nascondendo il suo dispiacere per il trattamento ricevuto dai suoi cari.

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