Cacciato dalla squadra di pallanuoto perché non vaccinato: bimbo piange

By | 25 ottobre 2017

Bimbo escluso dalle gare di pallanuoto perché non vaccinatoE’ giusto che un bimbo di 8 anni debba piangere e vivere mestamente per una decisione dei genitori? Quella che stiamo per riportare è una di quelle che storie che sicuramente riaprirà i dibattiti sull’opportunità di vaccinare i bimbi. Un ragazzino di 8 anni non potrà giocare più nella sua squadra di pallanuoto perché privo di vaccinazione antitetanica. L’obiettivo del medico di una Asl di Udine non era certamente rattristare il minore ma ha dovuto applicare la legge. Ci sono anche gli sportivi, infatti, nell’elenco dell’immunizzazione antitetanica obbligatoria contemplato dalla legge 292 del 5 marzo 1963. Oggi, certo, i rischi sono diversi da quelli esistenti quando tale legge venne approvata, ma i recenti casi di cronaca dimostrano che il tetano può ancora uccidere. Un ragazzo che, fino a poco tempo fa, giocava nella Julii Nuoto, squadra di pallanuoto del Friuli, è stato escluso dall’attività agonistica dal medico sportivo Alessandro Colò, secondo cui la legge del 1963 obbliga i lavoratori a rischio e tutti gli iscritti al Coni a sottoporsi alla profilassi.

Figlio di no vax

Niente vaccinazioni, niente pallanuoto. Questa, in soldoni, la logica seguita da un medico sportivo, che non se l’è sentita di autorizzare un bimbo di 8 anni a svolgere un’attività agonistica nonostante non fosse mai stato vaccinato. Il piccolo non è mai stato sottoposto a nessuna immunizzazione perché è figlio di no vax.

‘Mi dispiace molto per il bambino, che è pure scoppiato a piangere, ma sono un pubblico ufficiale. Cos’altro potevo fare? C’è una legge che parla chiaro. Lo avevo visitato. Dal punto di vista clinico non presentava nessuna anomalia; quando poi ho chiesto al padre del piccolo di presentare il tesserino delle vaccinazioni fatte, mi ha informato che è contrario e che per questo non l’ha vaccinato. Bene, gli ho risposto, non posso dare l’idoneità’, ha affermato il medico friulano.

Il bimbo del Friuli avrebbe iniziato a disputare le prime partite a gennaio 2018. Per ottenere il tesserino, nel nuoto e nella pallanuoto, è necessario un certificato di idoneità. Senza vaccinazioni, però, tale certificato non può essere rilasciato. Lo dice la legge.

La coordinatrice della piscina di Cividale del Friuli dice di non essersi mai trovata in una situazione del genere e che i bimbi si sono tesserati sempre mediante l’esibizione di un semplice certificato d’idoneità: ‘Che io sappia le vaccinazioni non sono mai state prese in considerazione’. 

Il piccolo non si può allenare

I genitori del ragazzino avranno 30 giorni di tempo per ricorrere alla Commissione regionale formata presso la direzione centrale salute e protezione sociale di Trieste. E il piccolo? Cosa farà adesso? Beh, sicuramente non verrà defenestrato dalla società di pallanuoto. Potrà sempre recarsi in piscina ma non si potrà allenare insieme ai suoi compagni. Il piccolo è desolato e non sa che fare. Lo deve chiedere ai genitori, che non l’hanno mai voluto sottoporre a nessuna immunizzazione.

Gianfranco Beltrami, vicepresidente della Società italiana di medicina sportiva, reputa erroneo l’atteggiamento dei genitori che non sottopongono alle vaccinazioni i piccoli che vogliono fare sport. Secondo l’esperto, il medico di Udine ha fatto bene perché innanzitutto bisogna rispettare le legge, poi perché il tetano, ancora oggi, può fare molto male.

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