Calcio in lutto per la morte di Emiliano Mondonico

By | 29 marzo 2018

mondonico-morte-tumoreSe n’è andato uno dei più abili e amati allenatori di calcio italiani: Emiliano Mondonico. Il ct ha perso la sua lunga battaglia contro il cancro, un male che lo angustiava non poco. Mondonico è deceduto all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dove si trovava da diversi giorni. Mondonico aveva 71 anni e da 8 anni combatteva contro il tumore. L’esordio di Emiliano sulla panchina di una squadra risale al 1979, quando gli affidarono le giovanili della Cremonese, poi passò all’Atalanta in serie B e al Torino in A. Negli ultimi anni Emiliano era stato operato molte volte a causa del suo male che, recentemente, era tornato ad affacciarsi.

‘La ricerca contro i tumori deve andare avanti’

Allenatore esemplare e persona deliziosa, Mondonico aveva ricevuto tante lodi e tanti riconoscimenti nel corso della sua grande carriera da allenatore. Peccato per quel terribile tumore diagnosticato 8 anni fa. L’anno scorso il ct aveva preso parte a un’iniziativa promossa dall’istituto tumori in piazza XXIV Maggio, a Milano, ed aveva detto: ‘Questo istituto mi sta regalando tantissime speranze anche se la situazione non si risolve. Ho però bisogno che la ricerca continui ad andare avanti e posso dire che con lo staff si è creata un’amicizia perché non ti trattano da numero ma come un loro amico… In questo momento ho altre situazioni da risolvere però ancora oggi alleno dei bambini all’oratorio e un gruppo di alcolisti e dentro di me sono molto soddisfatto quando torno a casa’.

Tifoso viola

Emiliano Mondonico parlava normalmente del suo male, raccontava le sue giornate in ospedale e a casa, lontano dagli amati campi di calcio. L’anno scorso, a novembre, aveva parlato della sua terribile malattia durante un’intervista al Corriere dello Sport: ‘Ci sono 30 probabilità su 100 che la Bestia ritorni. Ma, credimi, dopo 4 operazioni, l’asportazione di una massa tumorale di 6 chili, di un rene, di un pezzo di colon e di intestino, sei pronto a tutto. E, ogni giorno di più, apprezzi il tempo che ti è dato. Il cancro non è invincibile, il calcio mi dà la forza per continuare a sfidarlo’.

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Mondonico, ex ct della Fiorentina e grande tifoso viola, aveva anche espresso la sua opinione sull’uscita della Nazionale dai Mondiali: ‘Anno zero del calcio italiano? La verità è un’altra. E’ finito il tempo del tatticismo esasperato, deve finire. Deve tornare il tempo in cui il nostro calcio riscopra le qualità che appartengono al suo Dna: la grande difesa, il contropiede, l’organizzazione tattica, la marcatura dei difensori sugli attaccanti. L’Atalanta di Gasperini marca a uomo e hai visto dove sia arrivata l’Atalanta di Gasperini in Europa. La Nazionale? Non ho capito perché non sia stato convocato Chiesa in occasione delle sfide con la Svezia: si vede da lontano che Chiesa ha un grande futuro, come si vedeva anche lontano da Cremona che Vialli sarebbe diventato Vialli e sarebbe arrivato in Nazionale’.

Premio Fedeltà allo Sport nel 2013

Il calcio perde un grande allenatore e il mondo un uomo esemplare. Mondonico era una persona straordinaria sia dentro che fuori dai campi di calcio. Lo comprovano anche i tanti commenti di cordoglio postati nelle ultime ore sui social. Tra i tanti riconoscimenti ottenuti dall’ex ct di Fiorentina, Atalanta, Torino ed altre squadre di calcio italiane c’è anche il ‘Premio Fedeltà allo Sport’. La consegna avvenne il 10 maggio 2013 all’Hotel Country Club di Gragnano. Una serata, quella, incentrata sulla storia del Grande Torino, club fortissimo ma scomparso a causa di un incidente aereo a Superga, nel 1949.

Si è spento un maestro di tattica, un uomo che da allenatore ha vinto una Coppa Italia, 5 campionati di B, ed ha raggiunto una finale di Coppa Uefa col Torino. La Coppa, poi, l’ha vinta l’Ajax.

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