Campi Flegrei: pericolo eruzione sempre più forte?

By | 18 maggio 2017

Campi Flegrei: allarmismo ingiustificato, allerta resta giallaSecondo recenti rilevazioni, c’è una sorta di agitazione nell’area dei Campi Flegrei, in Campania. Numerosi studiosi hanno condotto varie indagini, negli ultimi tempi, ed hanno constatato che, comunque, è cambiato poco dal punto di vista pratico. Da circa 5 anni nell’area vige l’allerta gialla. Che il rischio di una potente eruzione sussiste è innegabile, ma gli esperti ricordano alla gente che non bisogna lasciarsi andare a facili allarmismi.

Campi Flegrei: livello di allerta resta giallo

L’Ingv, riferendosi alle rilevazioni degli ultimi tempi, condotte nell’area dei Campi Flegrei dagli esperti dell’University College London e da quelli dell’Osservatorio Vesuviano, ha affermato che le informazioni ‘hanno una valenza essenzialmente scientifica, priva al momento di immediate implicazioni in merito agli aspetti di Protezione civile’. L’Ingv ha voluto così ricordare che il livello di allerta, nei Campi Flegrei, resta giallo, ovvero di attenzione. E’ dal 2012 che il livello di allarme è giallo. E’ indubbio che ci sia molto ‘movimento’ in zona ma è presto per giungere a rapide conclusioni; insomma non si sa se tale ‘dinamica’ rappresenti il preludio di una futura eruzione. Stefano Carlino, vulcanologo dell’Osservatorio Vesuviano, ha detto di non sapere se l’energia raccolta nel corso degli anni rappresenti attualmente un serio problema.

Basta allarmismi

Il vulcanologo Carlino ha affermato che se un’eruzione ci fosse sarebbe non molto differente a quella del 1538, meno devastante di quelle che hanno generato la caldera dei Campi Flegrei. Per prevedere eventuali episodi catastrofici in zona, gli esperti hanno ideato un valido modello che si basa sull’analisi del bradisismo (sollevamento e abbassamento del terreno) e sul tasso di sismicità. Secondo gli accertamenti da numerosi esperti e vulcanologi, l’area dei Campi Flegrei è stata interessata, dal 1950 ad oggi da oltre 20.000 terremoti. Il suolo, inoltre, si è sollevato di circa 4 metri per il moto del magma situato a una profondità di 3 chilometri. Gli studiosi, nonostante indagini e modelli predittivi, non sanno attualmente se e quando si verificherà un’altra eruzione.

Al di là di tutto quello che è stato detto negli ultimi giorni sul rischio di una nuova eruzione ai Campi Flegrei, bisogna sempre ricordare che, se un’eruzione vi fosse, non è detto che sarebbe distruttiva. E poi, citando un articolo recentemente pubblicato su huffingtonpost.it, i recenti studi non dicono nulla di nuovo rispetto a quello che già si sapeva e hanno solo alimentato un certo allarmismo. Rimarcare i pericoli nella zona e sottolineare che non si può prevedere se e quando ci sarà un’eruzione è forse sconveniente, soprattutto per chi vive in quell’area, tra l’altra molto popolata.

Speriamo solo che presto venga dato risalto a studi più attendibili, quelli condotti da ricercatori che cercano solo di tutelare la collettività e non cercare fama balzando sui quotidiani di tutto il mondo con esternazioni catastrofiche.

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