Cani abbaiano troppo: corde vocali tagliate, ordine dei giudici

By | 1 settembre 2017

Cani disturbano coi latrati continui: corde vocali reciseNegli Stati Uniti è stata emessa, mercoledì scorso, una sentenza che farà certamente discutere e scatenerà le proteste degli animalisti. I giudici di una Corte d’appello dell’Oregon hanno obbligato i proprietari di alcuni cani a tagliare le corde vocali dei loro animali, ovvero sottoporli alla pratica della ‘devocalizzazione’. La decisione è arrivata nell’ambito di una causa intentata da alcuni vicini dei convenuti, stanchi dei latrati incessanti dei cani. Tutto iniziò nel lontano 2002, quando John Updegraff e Karen Szewc si misero ad allevare mastini tibetani, cani grandi e con un pelo molto lungo, usati solitamente dai pastori per sorvegliare le pecore. L’allevamento si trovava a circa 150 km da Eugene (Oregon). I coniugi Debra e Dale Krein, esausti dei continui latrati, rivelarono: ‘I cani abbaiavano continuamente, giorno e notte, mentre i proprietari erano fuori casa’.

La proprietaria dei cani pensava di aver ragione

I coniugi Krein non erano stati i primi ad agire contro i proprietari dei mastini tibetani. Nel 2004 e nel 2005, la stessa contea di Jackson aveva denunciato la Szewc per aver violato la normativa sul ‘fastidio pubblico’. In sostanza, ai cani era stato permesso di abbaiare continuamente. La Szewc però riteneva di avere ragione perché il suo allevamento si trovava in un’area estesa e rurale, dove tra l’altro c’erano polli, galline, capre e pecore, quindi una zona disciplinata da un’altra normativa. I giudici, però, le avevano dato torto, affermando che quella non era affatto una fattoria. La donna era stata obbligata a pagare 400 dollari e portare i cani in un altro posto.

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Nel 2012 i Krien avevano nuovamente adito le vie legali contro la Szewc il marito, sostenendo che non avevano adottato alcuna misura per evitare che i cani abbaiassero incessantemente. All’epoca c’erano almeno 6 cani nell’allevamento, tra l’altro tutti cani di grosse dimensioni, con un timbro di voce alquanto pronunciato. Ancora una volta, la coppia si era giustificata col fatto che l’allevamento si trovava in una fattoria, quindi non violava il regolamento.

Risarcimento e taglio delle corde vocali

I Krien, davanti ai magistrati, avevano detto che i cani iniziavano ad abbaiare alle 5 del mattino e spesso li svegliavano. I latrati davano fastidio, inoltre, ai figli e ai parenti che si recavano a trovarli. I coniugi avevano anche registrato i latrati.

‘I cani sono i miei dipendenti, non abbiamo i cani per molestare i vicini ma per proteggere le nostre pecore’, aveva spiegato la Szewc dinanzi alla Corte. Parole che non avevano convinto i giudici: nel 2015 i proprietari degli animali erano stati condannati a risarcire i coniugi Krien, versando loro 238.000 dollari. Tale sentenza è stata confermata mercoledì scorso. Stavolta però i magistrati hanno anche ordinato il taglio delle corde vocali dei cani. Una pratica che, in diversi Stati, è vietata.

David Lytle, portavoce di un’organizzazione che difende gli animali, ha detto: ‘Siamo sconvolti’.

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