Canile comunale chiuso a Ravenna: cuccioli con parvovirosi

By | 20 marzo 2018

ravenna-canile-chiuso-parvovirusA Ravenna, venerdì scorso, è stata disposta la chiusura immediata del canile comunale per scongiurare infezioni. Era l’unica soluzione disponibile in tale situazione. Ragioni sanitarie hanno imposto la chiusura. Sembra che nella struttura siano stati portati 4 cuccioli affetti da parvovirosi. Gianandrea Baroncini, assessore comunale ai Diritti degli animali, ha affermato: ‘Su richiesta e in accordo con il servizio veterinario dell’Azienda sanitaria locale della Romagna, è stato attivato il protocollo sanitario che prevede in questi casi diverse misure fino alla chiusura del canile ai visitatori e ai volontari…’.

Il richiamo alla cautela

La chiusura del canile di Ravenna è stato dunque necessario per ridurre al minimo le eventualità di diffusione dell’infezione. Baroncini ha aggiunto che ‘il virus della parvovirosi è altamente diffusivo e il contenimento dell’infezione è estremamente complicato, specialmente in un canile come quello di Ravenna, dove, come è ovvio, si accolgono animali di provenienza sconosciuta e quindi potenzialmente già infetti e recettivi a qualsiasi tipo di malattia’. L’assessore sottolinea che casi del genere vanno gestiti con il supporto di tutti, anche della popolazione. L’avvedutezza e l’applicazione dei protocolli fanno calare molto il rischio di diffusione dell’agente patogeno. Non è comunque possibile annullare i pericoli.

Baroncini ha chiesto ai cittadini la massima collaborazione ‘per la scrupolosa custodia dei propri cani onde evitarne la permanenza anche per poche ore al canile in attesa che la situazione si normalizzi e si possa valutare la riapertura in sicurezza’. In questa difficile situazione, l’ufficio dei diritti degli animali ricorda alle persone di non adottare cuccioli o cani adulti di cui non si conosca la provenienza ma seguire percorsi sicuri, ovvero quelli inaugurati dalle associazioni animaliste e dai canili.

Canili italiani: la situazione

Secondo stime ufficiali, risalenti al 2016, nei canili italiani ci sarebbero oltre 750mila cani in attesa di adozione. Gestire tali strutture è oneroso per gli enti locali e non è un caso che spesso vengano tralasciate, o comunque lasciate in condizioni pietose. Sono spesso le associazioni animaliste a garantire ordine e pulizia nei canili. Rossella Muroni, presidente di Legambiente, ha detto: ‘La questione randagismo ha urgente bisogno di un cambio di passo da parte delle istituzioni. Per Legambiente solo unendo gli sforzi di tutti i soggetti pubblici e privati e armonizzando le politiche nazionali e locali si potrà finalmente risolvere una questione economica rilevante e costruire una realtà che rispetti il benessere animale e non sottovaluti l’importanza relazionale e affettiva con gli animali’.

La parvovirosi canina

Il canile di Ravenna è stato chiuso perché 4 cuccioli sarebbero affetti da parvovirosi. Di che si tratta? Gli esperti affermano che si tratta di una patologia infettiva che colpisce prevalentemente i cuccioli e i gli adulti non immunizzati. La malattia si diffonde per via oro-fecale, ovvero quando gli escrementi finiscono nel cavo orale. Se in una cucciolata, ad esempio, c’è un animale infetto è alto il rischio che si ammalino anche gli altri. La diffusione del virus può avvenire molto prima della comparsa dei sintomi. Chi tocca cuccioli o cani sconosciuti deve subito disinfettarsi le mani per evitare rischi. Il parvovirus è molto resistente ai detergenti quindi, se portato in un ambiente domestico, è arduo sradicarlo.

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