Cronaca

Carabiniere spara alla moglie: si sta separando

latina-carabiniere-sparaGiornata iniziata nel peggiore dei modi a Cisterna di Latina, dove un appuntato dei carabinieri è tornato a casa, dopo il servizio a Velletri, ed ha sparato alla moglie. Questa non è morta, come riportato inizialmente da alcuni tabloid e siti web. La donna è rimasta ferita. Il carabiniere ha fatto fuoco con la pistola d’ordinanza e poi si è chiuso in casa con le figlie. I carabinieri del comando provinciale di Latina, coordinati dal colonnello Gabriele Vitagliano stanno monitorando la situazione. L’ufficiale si è già recato al residence ‘Collina dei Pini’, dove l’appuntato ha sparato alla moglie.

Moglie trasportata al San Camillo di Roma

La moglie del carabiniere, secondo le ultime informazioni, è stata trasportata immediatamente all’ospedale San Camillo di Roma. Non è morta, però. I militari, in un primo momento, avevano parlato di omicidio. Giornata di ordinaria follia al residence ‘Collina dei Pini’. La via d’accesso all’edificio dove è avvenuta la sparatoria è stata chiusa. Nessuno può entrare. I colleghi dell’appuntato lo stanno cercando di rasserenare. L’uomo è pericoloso con quella pistola in mano, potrebbe commettere gesti inconsulti da un momento all’altro.

Perché ha fatto fuoco?

Perché il carabiniere ha sparato? Dietro al gesto estremo ci sono probabilmente problemi familiari. Il militare e la moglie si stanno separando. L’uomo avrebbe sparato al culmine di un veemente alterco in strada.

I medici dell’ospedale San Camillo di Roma stanno cercando di salvare la vita alla moglie dell’appuntato che, stamane, ha fatto fuoco con la sua pistola d’ordinanza. Ancora una volta, un carabiniere è protagonista di un episodio cruento. Nei giorni scorsi, il militare Andrea Vizzi, 33 anni, era stato ucciso da un collega durante una esercitazione a Milano. Sarebbe stato un incidente.

Il 33enne, originario della provincia di Lecce, era stato preso in pieno da un altro carabiniere nella caserma Montello, a Milano, durante un’esercitazione di tiro. Il decesso del carabiniere pugliese è avvenuto durante il trasporto in ospedale. La vittima apparteneva alle Aliquote di primo intervento ed operava nel Nucleo Radiomobile specializzato in emergenze e antiterrorismo. Dopo la tragedia, il collega del 33enne, sotto shock, è stato condotto in ospedale.

Esistenze piene di problemi familiari

Problemi familiari e gesti estremi vanno spesso a braccetto nella vita dei carabinieri. Si era separato dalla moglie, come l’appuntato di Latina, anche il maresciallo dei carabinieri suicidatosi con un colpo di pistola alla testa presso il Palazzo di Giustizia di Napoli. La tragedia risale allo scorso gennaio. Il maresciallo si era sparato un colpo di pistola alla testa con la pistola d’ordinanza al 29esimo piano dell’edificio. Vano il trasporto del 45enne, mediante eliambulanza, al Cardarelli.

Il maresciallo che si era tolto la vita al Palazzo di Giustizia di Napoli era probabilmente desolato per la relazione sentimentale naufragata, per la separazione. Quando si è sparato il colpo di pistola alla testa non c’erano testimoni. Il suicida non ha lasciato biglietti per giustificare il gesto estremo. Si ipotizza, comunque, che alla base del suicidio vi siano ragioni familiari. L’uomo forse non riusciva più a vivere senza la moglie, da cui si era separato da poco tempo.

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