Carcere duro, nuova circolare: fumo solo in cella vicino alla finestra

By | 3 ottobre 2017

Carcere, circolare sul 41 bis per garantire applicazione uniformeIl carcere duro, disciplinato dall’art. 41 bis, è previsto per particolari tipi di reati, quelli più gravi. E’ sottoposto al regime del 41 bis, ad esempio, il ‘capo dei capi’ Totò Riina, spietato boss mafioso che ha ucciso e fatto uccidere tanta gente. Adesso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha emanato una nuova circolare che regolare in maniera capillare la vita dei soggetti sottoposti al regime del carcere duro. Lo scopo è assicurare un’applicazione omogenea del 41 bis, in modo da evitare discrezionalità e interpretazioni diverse dal ‘sentimento’ del legislatore. Il direttore generale dei detenuti e del trattamento del Dap, Roberto Piscitello, ha dichiarato ai microfoni dell’Adnkronos: ‘Obiettivo della circolare è rendere uniforme la vita quotidiana del regime, sotto un duplice profilo. Da un lato l’idea che il rispetto delle garanzie dei detenuti attraverso un trattamento uniforme impedisca pretese posizioni di potere che possono derivare anche dalla concessione di diritti. Deve essere chiaro quali sono le regole e che i diritti sono quelli per tutti e che non sono in alcun modo concessioni; dall’altra parte, qualunque forma di regola imposta non deve valere come forma di afflizione’.

Che pentole si possono usare?

Più una disciplina è dettagliata e meno saranno gli spazi di discrezionalità, secondo Piscitello. Ecco perché il Dap ha adottato una nuova ed esaustiva circolare sul carcere duro, che regola ogni aspetto della vita quotidiana dei carcerati sottoposti al gravoso regime. Nella circolare vengono presi in considerazione anche aspetti pratici, come ad esempio la tipologia delle pentole che ogni detenuto può usare: ‘Una pentola di diametro max di 25 cm, un pentolino max di 22 cm in lega di acciaio leggera e una macchinetta per il caffè del tipo moka, da una tazza, che potrà essere usata in cella dalle ore 7 e fino al ritiro, alle ore 20 a cura del personale di Polizia’.

Una circolare molto precisa e dettagliata quella emanata dal Dap, di recente, sul carcere duro. Le nuove regole disciplinano vari aspetti della vita quotidiana dei detenuti, come il taglio dei capelli (che ‘avviene una volta al mese, su richiesta dell’interessato’) e il fumo. A quanto pare, chi è sottoposto al regime del 41 bis può fumare, anche se nelle modalità indicate nella nuova circolare: ‘Il fumo è consentito solo all’interno della propria camera in prossimità della finestra, assicurando la necessaria areazione’.

Luci e ombre sul carcere duro

Il regime del 41 bis è stato spesso al centro di molte discussioni. C’è chi lo ritiene troppo duro, inumano, e chi lo reputa necessario per certe persone. Da una ricerca condotta dall’Osservatorio permanente sulle morti in carcere è emerso che il numero dei suicidi tra i soggetti sottoposti al carcere duro è più di 3 volte superiore a quello degli altri. In poche parole, chi è in regime di 41 bis, in Italia, rischia il suicidio. Capita a molti soggetti, condannati al regime speciale e duro, di togliersi la vita. La vita, per loro, non certo semplice. Non è facile passare 22 ore al giorno soli, lontano da tutti e tutto, in una cella squallida. Pochissimi rapporti con gli altri detenuti e i propri familiari.

Il carcere duro è stato nuovamente disciplinato anche per ridurre, forse, il numero di suicidi in cella. Chissà? In Italia sono oltre 700 i detenuti obbligati al 41 bis.

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