Carceri meno affollate: ultimo atto del Governo, Lega insorge

By | 17 marzo 2018

carceri-riforma-lega-gentiloniIl Governo Gentiloni è agli sgoccioli ma introduce nell’ordinamento italiano nuove norme. Stavolta il tema è quello delle carceri, spesso oggetto di dibattiti e scontri in ambito politico. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legislativo, su proposta di Andrea Orlando, attuale ministro della Giustizia, che tende ad arginare il triste fenomeno del sovraffollamento delle carceri e favorire la concessione di misure alternative. Tutto ciò, secondo gli attuali governanti, dovrebbe ridurre il rischio di recidiva. Il d.lgs vuole attualizzare il sistema carcerario italiano in base alle legge 23 giugno 2017, n. 103, ovvero quella sulla riforma del sistema carcerario italiano.

Misure alternative al carcere

Il decreto legislativo appena varato dal Governo uscente ha lo scopo di svecchiare l’ordinamento penitenziario disciplinato da una riforma che risale al 1975. Un’innovazione che, a detta del Governo, fa tesoro dei recenti orientamenti della giurisprudenza della Cassazione, della Corte costituzionale e delle Corti Ue. Lo scopo è diminure il ricorso al carcere e preferire soluzioni alternative, ovviamente senza mettere in pericolo l’incolumità dei cittadini. La pena serve a rieducare il reo, non ad affliggerlo. Tale principio è contemplato anche dalla Carta costituzionale italiana, quindi deve essere attuato più spesso; anzi deve essere attuato una volta per tutte. Il nuovo d.lgs punta anche a rendere più efficiente il sistema penitenziario, velocizzarlo e riorganizzare le funzioni degli uffici che lo gestiscono. Tutto ciò dovrebbe portare anche un notevole risparmio per lo Stato.

Ira di Salvini e Calderoli

E’ risaputo che il sovraffollamento delle carceri sia uno dei peggiori problemi in Italia. Il Governo Gentiloni vuole arginarlo dando maggiore spazio alle misure alternative al carcere, favorendo così il reinserimento sociale del reo e il calo della recidiva. Il d.lgs ha anche come obiettivo il perfezionamento delle funzioni della Polizia Penitenziaria, aumentando le competenze del personale. Il provvedimento targato Governo Gentiloni ha fatto insorgere la Lega. Il senatore Roberto Calderoli ha detto: “Un governo provvisorio, formato da esponenti di partiti usciti bocciati e travolti dal voto degli italiani, vara un pacchetto di misure alternative al regime detentivo, aprendo le celle ai delinquenti con l’ennesimo ‘svuota carceri’ camuffato con i soliti tecnicismi. Non esiste e appena saremo al Governo, queste assurde norme che premiano sempre chi delinque a discapito della certezza della pena e della sicurezza di ognuno di noi, verranno cancellate”. Alle parole del senatore Calderoli hanno fatto eco quelle del segretario Matteo Salvini: “Vergogna, un governo bocciato dagli italiani approva l’ennesimo ‘salva-ladri’. Appena al Governo cancelleremo questa follia nel nome della certezza della pena: chi sbaglia paga”.

Sovraffollamento e maltrattamenti nelle carceri italiane

‘Italia è ancora indietro nella gestione delle proprie carceri’. Lo ha comunicato, tempo fa, il Cpt (Comitato per la prevenzione della tortura) del Consiglio d’Europa, nel suo dossier sulla situazione delle prigioni italiane. Nel Bel Paese si è lavorato molto per migliorare il sistema carcerario ma ancora c’è molto da fare. Le prigioni ‘scoppiano’ e sono molti i casi di maltrattamento in cella. Lo stesso Comitato ha dichiarato che nelle carceri italiane si registrano troppi episodi di violenze. La relazione dice che ‘il problema del sovraffollamento delle carceri italiane non è stato risolto perché molti istituti di pena operano ancora al di sopra della loro capacità’. Il Cpt ha chiesto all’Italia di garantire abbastanza spazio, in cella, ad ogni detenuto. L’Italia, insomma, deve adeguarsi agli standard europei, ovvero 6 metri quadri di spazio vitale, eccetto i sanitari, per i carcerati in celle singole, e 4 metri quadrati per quelli che spartiscono la cella con altri detenuti.

Il Cpt ha riconosciuto l’impegno profuso dall’Italia per migliorare il sistema penitenziario e ridurre il sovraffollamento delle carceri dopo la condanna della Corte di Strasburgo, contenuta nella sentenza Torreggiani. Tali sforzi, purtroppo, non hanno determinato una riduzione della popolazione carceraria, anzi si è registrato un forte aumento. Un incremento confermato anche dall’Esecutivo italiano, che ha assicurato al Cpt che presto adotterà misure per risolvere il problema. Una misura è il d.lgs approvato nelle ultime ore. L’auspicio è consentire ai prigionieri stranieri di scontare la pena nelle nazioni d’origine e favorire l’accesso alle misure alternative al carcere. Relativamente ai maltrattamenti nelle carceri italiane, il Cpt ha sottolineato che i detenuti nelle carceri italiane non solo vengono spesso vessati e umiliati ma hanno difficoltà ad usufruire rapidamente dell’assistenza di un legale.

Diritti violati e lesione della dignità

Nelle carceri italiane ci sono oltre 65mila detenuti ma la tenuta legale è di 47.040 posti. Il sovraffollamento però non è l’unico motivo per cui l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Volontari, operatori penitenziari e tutti coloro che hanno avuto occasione di visitare le prigioni italiane sono rimasti di stucco per la frequente lesione della dignità dei carcerati e dei loro diritti. Di seguito una lista della maggiori criticità esistenti nelle carceri italiane:

  • Tanti suicidi e decessi e di suicidi (nel 2012 nelle carceri italiane sono morte almeno 154 persone, di cui 60 si sono suicidate)
  • Oltre il 40% dei detenuti è in attesa di giudizio
  • Carenza di opportunità lavorative e formative (pochi fondi stanziati al riguardo)
  • Boom di detenuti tossicodipendenti o con problemi correlati al mondo della droga (38,4%)
  • Disagio psichico
  • Pochi investimenti di personale e risorse per migliorare la condizione del reo

Il Garante dei diritti ha espresso la sua ansia, nelle ultime ore, per il sovraffollamento nel carcere di Montacuto (Ancona). Le celle ‘scoppiano’ e i detenuti si trovano in una condizione di estremo disagio. Andrea Nobili (Garante dei diritti) ha già segnalato la problematica, mediante una lettera, sia a Enrico Sbriglia (Provveditore del Prap di Emilia Romagna e Marche) che a Santi Consolo (Capodipartimento del Dap). A fronte di una portata regolamentare di 257 posti, l’istituto penitenziario ospita 311 detenuti. E’ incredibile. ‘La situazione presenta diverse criticità. La quinta branda è ormai stata posizionata in tutte le camere di pernottamento e si sta già predisponendo l’introduzione della sesta. Abbiamo avuto modo di verificare la difficoltà di inserire il mobilio considerato il restringimento degli spazi dopo l’introduzione delle stesse brande. Questo stato di cose determina inevitabilmente un aumento della mole di lavoro per la Polizia penitenziaria e per gli operatori, già in sofferenza per quanto riguarda l’organico’, ha spiegato il Garante dei diritti, che già la scorsa estate aveva evidenziato il problema del sovraffollamento nel carcere anconetano. Problema che si somma al boom di detenuti tossicodipendenti e con disagi psichici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.