Catania, abusi sessuali nella congregazione religiosa

By | 3 agosto 2017

Catania, operazione '12 apostoli' porta all'arresto di un santone per abusi sessualiDopo un lungo e articolato iter di indagini, gli uomini della Polizia postale e delle comunicazioni di Catania sono riusciti ad arrestare 4 persone, accusate di associazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata ai danni dei minori. I soggetti indagati avrebbero più volte violentato minori all’interno di una congregazione religiosa fondata da un prete morto tempo fa. Non solo: gli orchi facevano credere agli adepti che gli atti sessuali erano mere ‘azioni mistiche spirituali’, dunque comportamenti religiosi. Un’oscenità aberrante a cui, per fortuna, hanno messo fine i poliziotti siciliani, diretti dalla Procura distrettuale di Catania. Nella congregazione religiosa c’erano 5.000 adepti circa. L’operazione che ha portato all’arresto delle 4 persone è stata ribattezzata ’12 apostoli’. E’ allucinante quello che hanno scoperto i poliziotti durante gli agenti. Molti minorenni appartenenti alla setta di Aci Bonaccorsi, paesino in provincia di Catania, venivano soggiogati e poi violentati dagli adulti. Gli abusi erano considerati lo strumento per ‘arrivare a Dio’.

Abusi sessuali ‘camuffati’ in atti religiosi

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Orrore e sconcerto a Catania per il caso della setta degli abusi. Nella congregazione religiosa venivano violentati tanti bimbi e ragazzini e nessuno diceva nulla, forse perché si riteneva che fossero effettivamente atti ‘di stampo religioso’. Dai filmati e dalle testimonianze degli adepti, messe a verbale, emerge uno spaccato orribile di Catania, splendida ma problematica città siciliana. Le 4 persone arrestate sono il ‘padre spirituale’ dell’Associazione cattolica Cultura ed ambiente’, Pietro Capuana e 3 adepte, o meglio ‘sacerdotesse’: donne che assistevano agli abusi sessuali. Ecco i nomi delle indagate: Rosaria Giuffrida (moglie di un ex assessore provinciale), Katia Concetta Scarpignato e Fabiola Raciti.

Pietro Capuana, il leader della setta, plagiava le ragazzine, soprattutto minorenni che vivevano in contesti difficili, che avevano un trascorso pieno di problematiche, e ‘camuffava’ le violenze in atti per mettersi in sintonia con Dio, per elevarsi e purificarsi. Incredula la comunità fondata da Padre Cavalli. Nessuno aveva mai pensato che in quella congregazione siciliana venissero compiuti abusi simili. La storia è venuta alla ribalta grazie alla mamma di una 15enne, che aveva sporto una denuncia dopo aver notato la figlia che parlava delle violenze sessuale in chat. La setta era ordinata gerarchicamente: i 12 apostoli erano i soggetti che avevano più potere e a cui tutti dovevano rispetto.

25 anni di abusi sessuali a Catania

Un sistema becero e angosciante quello su cui si basava l’attività della setta. A scoprirlo sono stati gli agenti catanesi e il pm Marisa Scavo, che hanno sentito molti ex adepti. Il ‘santone’ avrebbe sottomesso alla sua volontà anche diverse madri che avevano affidate le figlie alle sue cure. Le donne credevano che Capuana fosse un leader religioso, invece era un ‘mostro’, un violentatore seriale che spacciava le violenze in atti purificatori. Gli investigatori hanno scritto: ‘Le donne finite agli arresti si occupavano stabilmente di reclutare le minori da sottoporre alle pratiche sessuali, vincendone le resistenze. Le stesse convincevano le minori che i rapporti con il Capuana non erano atti sessuali, bensì atti di amore pulito, amore dall’alto’.

I poliziotti hanno anche scoperto che il ‘santone’ Capuana obbligava le minorenni a siglare lettere in cui confermavano il loro amore per lui. Chi voleva uscire dalla setta veniva minacciato e accusato di non avere fede in Dio. Qualche ragazzina sarebbe stata costretta anche a pagare somme di denaro per l’apostasia. Fa male sapere che gli abusi, all’interno di quella setta, erano stati commessi per 25 anni.

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