Cesare Battisti libero: rinviata pronuncia sull’estradizione

By | 25 ottobre 2017

Brasile, Cesare Battisti: rinvio decisione su estradizioneL’ex leader dei Pac (Proletari armati per il comunismo) Cesare Battisti resta in libertà. Lo ha deciso il tribunale regionale federale della terza regione, in Brasile, prevedendo però alcune misure cautelari alternative per Battisti. E’ stata rinviata alla prossima settimana, invece, la pronuncia sull’estradizione. I magistrati del Supremo tribunale federale si sono evidentemente voluti prendere tempo. Si tratta infatti di una decisione importante. Cesare Battisti verrebbe riconsegnato, dopo tanti anni, all’Italia, la sua nazione, nazione dove ha commesso crimini. All’inizio di ottobre, l’ex terrorista italiano era stato fermato al confine con la Bolivia e accusato di traffico di valuta. Il suo avvocato aveva reclamato ‘l’habeas corpus’ per il suo assistito e il magistrato José Marcos Lunardelli gliel’aveva concesso. Attualmente Battisti vive a San Paolo, in casa di amici. Deve rispettare 3 misure cautelari: non allontanarsi da dove vive, motivare gli eventuali spostamenti alle forze dell’ordine e accettare un eventuale monitoraggio con apparecchi elettronici. Non si conosce ancora il destino dell’ex criminale italiano. Il giudice Fux ha rinviato la decisione da cui dipende l’estradizione in Italia.

Condannato a due ergastoli in Italia

Perché è stata rinviata la decisione? C’è chi sostiene che la magistratura paulista non abbia voluto trasgredire il codice di procedura e chi reputa la mossa dei giudici finalizzata a sminuire l’attività dei difensori di Battisti e creare terreno per un giudizio a lui avverso.

Cesare Battisti è stato condannato a due ergastoli in Italia per omicidio e concorso in omicidio di quattro persone. Verrà concessa l’estradizione? L’Italia reclama Battisti e lui vuole restare in Brasile. Nelle ultime ore l’ex terrorista ha detto che in Italia lo ucciderebbero.

Favorevole all’estradizione di Cesare Battisti anche il ministro della Giustizia brasiliano, secondo cui la tentata fuga dell’uomo dal Brasile è ‘un’offesa’ alla nazione e una ‘violazione della fiducia’. Il Paese sudamericano aveva concesso l’asilo politico al criminale italiano 7 anni fa. In queste ultime due settimane, Battisti si è chiuso in casa ed ha rilasciato pochissime interviste. E’ nervoso perché sa che potrebbe essere spedito in Italia, dove si aprirebbero, per lui, le porte del carcere. Per allontanare la frustrazione, l’ex leader dei Pac si è messo a scrivere un nuovo romanzo.

L’appello della moglie di Cesare Battisti

In una delle fugaci interviste rilasciate negli ultimi giorni, l’ex fuorilegge ha detto che ha paura dell’Italia: ‘Ho paura della violenza fisica da parte dell’Italia; lo ha dimostrato in diverse occasioni. Hanno cercato di rapirmi nel 2015 e lo stesso tentativo c’è stato adesso a Corumbà. Non temo la giustizia, temo un’operazione illegale da parte di mercenari italiani. Quelli che dovrebbero prendersi cura di me in Italia, sono gli stessi che vogliono uccidermi’. 

Battisti non vuole tornare in Italia anche perché i suoi cari sono in Brasile. L’ex terrorista si è sposato con Priscila Pereira, da cui ha avuto un figlio. Questo non potrebbe più vedere suo padre se fosse estradato in Italia. La Pereira vuole che il suo compagno resti in Brasile. Recentemente ha inviato anche una lettera-appello a Carmen Lucia, presidente del TSG: ‘La prego di consentire a Cesare di continuare a vivere in questo Paese, così come gli è stato consentito già una volta…’.

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