Cesare Battisti non stava fuggendo, voleva comprare vino

By | 11 ottobre 2017

Cesare Battisti libero: comprava vino al confine con la BoliviaL’ex terrorista ‘rosso’ e leader del Pac (Proletari armati per il comunismo) Cesare Battisti non voleva certamente fuggire dal Brasile, poiché non c’è motivo per farlo. Il Paese, infatti, lo protegge. Cosa stava facendo, allora, Battisti al confine con la Bolivia? A spiegarlo è stato proprio lo stesso Cesare, ai microfoni di Tv Tribuna, emittente radiofonica brasiliana: ‘Non scappavo, volevo solo comprare dei vini’. Battisti era insieme a due amici, Paulinho e Vanderlei, quando è stato bloccato dalla Polizia. Battisti ha sottolineato che si stava recando con i suoi amici ‘a pescare e a comprare vini e articoli da pesca’. Riferendosi al momento dell’arresto, l’ex membro del Pac ha detto: ‘Ho avuto l’impressione che fosse tutto ben organizzato: hanno rivoltato la nostra auto. Mi hanno accusato di esportazione illegale di valuta, ma è un grande errore. I soldi li avremmo usati in tre per cui non abbiamo superato nessuna soglia, non capisco perché li abbiano attribuiti tutti a me’. 

Il terrorista ‘rosso’ condannato per 4 omicidi

Cesare Battisti ha fatto parlare molto di sé negli ultimi anni. Il terrorista ‘rosso’ è stato condannato all’ergastolo in Italia per vari omicidi ma l’ha fatta sempre franca, rifugiandosi in Brasile. La nazione sudamericana l’ha sempre protetto, gli ha garantito l’impunità. Un killer è in libertà: questa è la verità. Battisti, terrorista e scrittore, classe 1954, è stato sempre difeso. Risale al 2010 l’atto con cui il presidente brasiliano Lula mise il veto all’estradizione di Battisti. L’ultimo atto del presidente di sinistra prima della scadenza del mandato. Dopo quella decisione, il pm italiano Armando Spataro aveva dichiarato: ‘Battisti era un rapinatore comune, per soldi, che si è politicizzato in carcere’.

La speranza di Alberto Torregiani

E’ indubbio che Battisti sia uno dei protagonisti degli ‘anni di piombo’. Formò una sorta di ‘setta anti capitalista’. I nemici principali erano la borghesia e lo Stato. Cesare, senza pietà, uccise 4 persone e venne condannato all’ergastolo. L’uomo fuggì per evitare di finire in carcere. Sono anni che l’Italia e gli italiani reclamano  giustizia. Spera in un arresto imminente di Battisti anche Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi, il gioielliere ucciso a Milano, nel 1979, dal criminale rosso. Alberto riuscì a salvarsi ma venne raggiunto da diversi colpi e rimase paralizzato. Oggi il figlio di Pierluigi Torregiani è costretto a vivere su una sedia a rotelle.

Nonostante i crimini, la violenza e i morti, Cesare Battisti è libero in un Paese che lo ha sempre protetto. Ecco perché Cesare non lascerebbe mai tale nazione, come ha sottolineato nelle ultime ore: ‘Perché fuggire? Sono protetto, il decreto Lula non può essere revocato. Ormai sono passati 5 anni’.

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