Chirurgo incide iniziali sul fegato dei pazienti: Bramhall ammette colpe

By | 14 dicembre 2017

Birmingham chirurgo fegatoIl chirurgo inglese Simon Bramhall ha ammesso di aver inciso le sue iniziali sul fegato di due pazienti. Lo specialista ha reso la scioccante dichiarazione giorni fa, davanti ai giudici, sottolineando che i pazienti erano stati sottoposti a trapianti di fegato. Bramhall ha invece respinto le accuse di aggressione e danni fisici. La rivelazione del luminare è stata resa davanti ai magistrati del tribunale di Birmingham, in Inghilterra.

Iniziali fatte con raggio di argon

Simon Bramhall, durante gli interventi chirurgici, usava un raggio di argon per bloccare il sanguinamento del fegato, per evidenziare un’area di lavoro e per segnare le sue iniziali sugli organi dei pazienti.

E’ una notizia sconvolgente quella che viene dall’Inghilterra, anche perché il protagonista è un grande chirurgo del fegato, della milza e del pancreas.

Le iniziali incise con il raggio argon sul fegato dei pazienti non dovrebbero compromettere la salute dei pazienti, poiché si dissolvono col passar del tempo. Le iniziali, insomma, non danneggiano gli organi.

Chirurgo segnava SB sugli organi

Il chirurgo inglese, in base agli accertamenti, avrebbe segnato le sue iniziali sul fegato dei malati in due occasioni: il 9 febbraio e il 21 agosto del 2013.

La storia è balzata agli onori delle cronache qualche anno fa, precisamente quando un medico  stava controllando uno dei pazienti operati da Bramhall. Lo stupore del dottore era stato forte quando aveva notato le iniziali SB sull’organo del paziente.

Il chirurgo 53enne, operativo presso l’ospedale Queen Elizabeth di Birmingham, era stato subito allontanato dalla struttura sanitaria in attesa dell’esito delle indagini.

Le dimissioni di Bramhall

Qualche mese dopo dalla sospensione dal servizio, Bramhall aveva deciso di rassegnare le dimissioni, riconoscendo di aver commesso errori. Non avrebbe mai dovuto incidere le sue iniziali sull’organo dei pazienti.

‘Stiamo parlando di un paziente, non di un libro di autografi’, ha affermato Joyce Robins, membro di Patient Concern, riferendosi al comportamento pericoloso e aberrante del luminare britannico.

Ieri, davanti ai giudici, il chirurgo Bramhall ha rimarcato le sue colpe, dicendosi pronto alla condanna. La sentenza verrà pronunciata il prossimo 12 gennaio 2018.

Mai, finora, i giudici si erano trovati davanti a un caso del genere. Nessun chirurgo si era mai divertito ad incidere le sue iniziali sugli organi dei pazienti. Essendo un caso nuovo e non essendovi perciò precedenti nella giurisprudenza, non sarà semplice emettere un verdetto.

Il dolo del chirurgo

I magistrati hanno detto che il comportamento dell’esperto inglese non è solo sbagliato dal punto di vista etico ma anche giuridico. Inoltre l’uomo non avrebbe inciso le iniziali per sbaglio, visto che i casi sono due. C’è stato dolo.

La corte ha aggiunto che il 53enne aveva agito sotto gli occhi dei colleghi.

Elizabeth Reid, del Crown Prosecution Service, ha dichiarato che l’atteggiamento del chirurgo Bramhall configura una violazione della fiducia che i pazienti avevano riposto in lui.

‘E’ stata un’applicazione intenzionale della forza illegale a un paziente anestetizzato. I suoi segni sugli organi dei pazienti, tra l’altro inutili, sono stati deliberati e consapevoli’, ha aggiunto la Reid.

Lo scorso febbraio, Simon Bramhall aveva ricevuto un avviso formale dal Consiglio Medico Generale, in cui veniva statuito che la sua condotta non era in linea con gli standard minimi richiesti a un medico.

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